Cassazione Penale, Sentenza n. 34410/2024 del 12/09/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del 15/12/2023 che ha rigettato l'istanza di revoca/sospensione dell'ordine di demolizione emesso con sentenza definitiva del 17/10/1997. Hanno dedotto: (i) nullità dell'ordine demolitorio per omessa notifica a tutti gli eredi (in particolare a Carla Panico), con riferimento alla disciplina sulla notificazione e sulla validità dell'atto processuale; (ii) violazione del principio di proporzionalità e dei diritti fondamentali (art. 8 CEDU, artt. 2 e 3 Cost.) perché l'esecuzione demolitoria comprometterebbe irrimediabilmente il diritto all'abitazione, contestando altresì la legittimità/tempi della domanda di condono e sostenendo che le opere erano sanabili o rientravano nei termini di condono.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Primo motivo: inammissibile perché la nullità denunciata non era stata dedotta nel giudizio di esecuzione (violazione dell'obbligo di sollevare la questione in sede di incidente di esecuzione ai sensi dell'art. 606, co. 3 c.p.p.) e, inoltre, il ricorso è stato proposto da difensore mandatario solo di due eredi, non anche di Carla Panico, con conseguente carenza di legittimazione a proporre il ricorso (art. 591 c.p.p.). Secondo motivo: inammissibile per le stesse ragioni (nuove questioni non sollevate in sede di esecuzione) e, comunque, privo di pregio sul merito in relazione alla documentazione amministrativa che mostra i rigetti delle istanze di condono e le pronunce del TAR e del Consiglio di Stato; non risultano atti amministrativi incompatibili con l'ordine demolitorio. Condanna dei ricorrenti alle spese e al pagamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle Ammende per possibile colpa nella proposizione.
Norme richiamate
art. 171 cod. proc. pen.
Invocata dai ricorrenti in relazione alla nullità processuale per notifiche; il motivo è stato valutato, ma la Corte ha ritenuto la questione non proposta in sede di esecuzione e quindi inammissibile.
art. 173 cod. pen.
Richiamata dai ricorrenti con riferimento alla prescrizione della sanzione demolitoria; la Corte non ha ritenuto rilevante tale doglianza poiché non sollevata in sede di incidente di esecuzione.
art. 611 cod. proc. pen.
Richiesto per il trattamento cartolare del ricorso in Cassazione; la Corte ha trattato i ricorsi cartolarmente ai sensi di questa norma.
art. 606, comma 3, cod. proc. pen.
Norma applicata dalla Corte per escludere l'esame di questioni nuove in Cassazione che non siano state dedotte nel giudizio di merito o in sede di incidente di esecuzione; ha determinato l'inammissibilità dei motivi.
art. 591, co. 1, lett. a) cod. proc. pen.
Richiamata per la carenza di legittimazione del difensore a proporre ricorso per tutti gli eredi; ha concorso all'inammissibilità del ricorso.
art. 8 Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo
Invocato dai ricorrenti per il diritto al rispetto della vita privata e familiare e del domicilio; la Corte ha osservato che tale doglianza non è stata sollevata in sede di esecuzione e che non emergono elementi amministrativi idonei a favore della sanabilità delle opere.
Artt. 2 e 3 Cost.
Richiamati dai ricorrenti in relazione alla tutela costituzionale dell'abitazione; la Corte non ha esaminato il merito per inammissibilità procedurale e, comunque, ha ritenuto la doglianza priva di efficacia alla luce degli atti amministrativi.
Legge n. 326/2003 (richiamata dai ricorrenti)
Invocata dai ricorrenti come normativa di riferimento per sanatorie/condono; la Corte ha avuto riguardo alla documentazione amministrativa e alle pronunce giurisdizionali che hanno confermato il diniego del condono.
Massime di principio
- In cassazione avverso provvedimenti emessi dopo incidente di esecuzione non possono essere sollevate questioni nuove non dedotte in sede di esecuzione (art. 606, co. 3 c.p.p.): chi intende far valere nullità o profili di illegittimità deve proporli tempestivamente davanti al giudice dell'esecuzione.
- La mancata notificazione a tutti gli eredi può costituire motivo di nullità dell'ordine demolitorio, ma la censura deve essere sollevata nel procedimento esecutivo per essere esaminata in Cassazione.
- Il difensore deve avere mandato espressamente conferito da tutti i soggetti che propongono il ricorso; l'assenza di mandato per uno degli interessati comporta inammissibilità per carenza di legittimazione processuale.
- Le doglianze di carattere meramente contestativo o fondate su rivalutazione del materiale probatorio/amministrativo (es. presunta sanabilità delle opere) raramente sono ammesse in Cassazione se non erano oggetto del giudizio di merito o dell'incidente di esecuzione.
- Prima di invocare la sospensione dell'esecuzione per presunte sanatorie amministrative è necessario valutare lo stato degli atti amministrativi (provvedimenti di diniego, pronunce del TAR/Consiglio di Stato); decisioni amministrative di diniego e sentenze confermative indeboliscono la posizione difensiva in sede penale.
- Quando si contestano misure demolitorie per violazione dei diritti fondamentali (art. 8 CEDU, artt. 2 e 3 Cost.), è essenziale introdurre e sviluppare tali argomenti già nel giudizio di esecuzione, con prova documentale e argomentazione specifica sulla proporzionalità.
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