Sentenza del 30/01/2018 n. 417 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Accertamento - Regime legale di reiterazione delle proroghe per le posizioni dirigenziali - Effetti sulla sottoscrizione dell'avviso di accertamento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente sosteneva che l'avviso fosse invalido perché sottoscritto da un funzionario la cui nomina dirigenziale derivava da un regime di reiterazione delle proroghe dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale. Secondo tale impostazione, l'illegittimità delle proroghe avrebbe dovuto incidere anche sugli atti compiuti dal funzionario durante il periodo di incarico.
La decisione
La censura è stata respinta. La dichiarazione di incostituzionalità del regime di reiterazione delle proroghe riguarda la disciplina degli incarichi dirigenziali e non comporta automaticamente l'invalidità degli atti sottoscritti dai funzionari incaricati. La Corte costituzionale non ha escluso il rapporto di immedesimazione organica tra il funzionario e l'amministrazione finanziaria, né ha dichiarato invalidi gli atti adottati nelle more. Pertanto, l'avviso di accertamento resta efficace sotto questo profilo.
Norme richiamate
Costituzione italiana, principi in materia di accesso agli uffici pubblici e conferimento degli incarichi dirigenziali
L'illegittimità costituzionale del regime di reiterazione delle proroghe incide sulla legittimità dell'organizzazione e del conferimento degli incarichi, ma non determina automaticamente l'inesistenza o l'invalidità degli atti compiuti dal funzionario nell'esercizio delle funzioni.
Principio di immedesimazione organica
Gli atti compiuti dal funzionario nell'ambito delle competenze attribuite dall'amministrazione sono riferibili all'ente, anche se l'assegnazione dell'incarico dirigenziale risulta successivamente viziata, salvo specifiche pronunce o disposizioni che dispongano diversamente.
Massime di principio
- La declaratoria di incostituzionalità della disciplina relativa alla nomina o alla proroga di un dirigente non comporta automaticamente la nullità degli atti firmati dal funzionario incaricato.
- Per contestare efficacemente un atto amministrativo o tributario occorre dimostrare uno specifico vizio dell'atto, della competenza o della sottoscrizione; non è sufficiente richiamare in modo generico l'illegittimità della nomina del funzionario.
- In assenza di una pronuncia che dichiari invalidi gli atti medio tempore adottati, opera il principio di continuità dell'azione amministrativa e gli atti restano riferibili all'amministrazione tramite il rapporto di immedesimazione organica.
- La sorte degli atti già sottoscritti deve essere valutata separatamente rispetto alla legittimità del rapporto o dell'incarico del funzionario.
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