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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 164/2023 del 05/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Prestanicola ha chiesto che fosse riconosciuta l'esistenza di plurime sentenze irrevocabili riferite agli stessi fatti, invocando il principio del ne bis in idem. In precedenti procedimenti risultano sia assoluzioni sia una condanna per partecipazione ad associazione mafiosa e per estorsione aggravata; il Tribunale dell'esecuzione ha rigettato la richiesta ritenendo che vi fosse parziale eterogeneità nella composizione soggettiva delle associazioni e nell'episodicità delle estorsioni, sicché i fatti non sarebbero identici.

La decisione

La decisione impugnata è stata annullata dalla Corte superiore per carenza di motivazione. Il giudice di merito aveva affermato l'esistenza di associazioni diverse e di articolazioni autonome senza spiegare in cosa consistesse la dedotta eterogeneità soggettiva né chiarire il significato di "articolazioni" (con possibile riferimento a una compagine unica). La Corte ha rilevato che il ruolo del ricorrente era sempre il medesimo (intermediario nelle estorsioni) e che le attività erano spazio-temporalmente contigue; perciò l'ordinanza non ha adeguatamente illustrato le ragioni per escludere che le condanne riguardassero lo stesso fatto associativo. Pertanto l'ordinanza è annullata e la causa è rinviata ad altra sezione del Tribunale di Vibo Valentia per un nuovo giudizio sul punto.

Norme richiamate

  • Principio del ne bis in idem

    Il principio impedisce di essere giudicati o sanzionati più volte per lo stesso fatto; per valutare la sua applicazione occorre accertare l'identità del fatto e il giudice deve motivare concretamente la differenziazione tra i fatti o le associazioni invocate per escludere l'identità.

  • Obbligo di motivazione delle decisioni giurisdizionali

    Il giudice deve fornire una motivazione piena e specifica quando afferma l'esistenza di gruppi distinti o di differenze fattuali; la mancata esplicitazione degli elementi che giustificano la distinzione rende la decisione viziata e suscettibile di annullamento.

Massime di principio

  • Se il soggetto ha sempre ricoperto lo stesso ruolo e le attività si svolgono in un contesto spazio-temporalmente contiguo, sussiste una presunzione di identità del fatto che il giudice deve motivare dettagliatamente per superare.
  • La mera affermazione dell'esistenza di "articolazioni" o di una parziale eterogeneità non è sufficiente: occorre indicare in cosa consista concretamente la differenza di composizione e di struttura organizzativa.
  • Per escludere il ne bis in idem servono elementi fattuali specifici (diversa compagine, diversa autonomia operativa, episodi chiaramente distinti); l'assenza di tali elementi determina l'annullamento della decisione e il rinvio.
  • Il ricorrente può validamente impugnare ordinanze dell'esecuzione basate su valutazioni sommariamente motivate; la Corte superiore verifica la completezza della motivazione e non il merito sostanziale degli accertamenti fattuali già svolti dal giudice di merito.
  • Nelle ipotesi di più procedimenti con esiti contrastanti (assoluzioni e condanne), il giudice deve esplicitare come i diversi giudicati si inseriscono nella medesima o in diverse vicende associative prima di escludere il ne bis in idem.

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