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Sentenza

Sentenza n. 6815/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento del diritto di accedere ai documenti amministrativi richiesti con istanza inviata a mezzo pec il 15 maggio 2025; Per L'annullamento del provvedimento di diniego tacito venutosi a formare per effetto dell'inutile decorso del termine di trenta giorni ex art. 25 l. n. 241/1990; PER LA CONDANNA a consentire di prendere visione ed estrarre copia dei documenti richiesti;

Giustizia amministrativa202507490

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione resa dalla parte ricorrente. In applicazione del principio della domanda, il giudice non ha esaminato nel merito la legittimità del diniego tacito né il diritto di accesso. Le spese di lite sono state compensate, con salvezza della refusione del contributo unificato.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego tacito formatosi sull'istanza di accesso ai documenti amministrativi inviata tramite PEC il 15 maggio 2025

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione detentrice)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il condominio ha agito per l'accertamento del diritto di accesso ai documenti richiesti, per l'annullamento del diniego tacito formatosi per l'inutile decorso del termine di trenta giorni previsto dall'art. 25 della legge n. 241/1990 e per la condanna di Roma Capitale a consentire la visione e l'estrazione di copia dei documenti. Nel corso del giudizio la parte ricorrente ha dichiarato la sopravvenuta carenza di interesse, chiedendo la compensazione delle spese, salva la refusione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 25 l. 241/1990

    Il decorso inutile del termine previsto dalla disposizione determina la formazione del diniego tacito sull'istanza di accesso.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio in materia di accesso, il ricorrente dichiara la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
  • In presenza di una dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo, in ossequio al principio della domanda, non procede all'esame nel merito della legittimità del diniego tacito né accerta il diritto di accesso.
  • La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse non impedisce al giudice di compensare le spese di lite e di porre a carico dell'amministrazione la refusione del contributo unificato, se ciò è disposto nel provvedimento.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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