Cassazione Penale, Sentenza n. 45537/2023 del 13/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la condanna emessa dal Tribunale di Pavia (giudizio abbreviato) per due episodi di incendio doloso avvenuti il 15 e il 19 settembre 2017. Denuncia inosservanza ed errata applicazione della legge penale e vizio di motivazione per presunta insufficienza e inconsistenza degli elementi indiziari a suo carico, contestando che la prova indiziaria non fosse idonea a provare la responsabilità e che mancasse l'elemento soggettivo (dolo), oltre a lamentare che la Corte non avrebbe valutato adeguatamente l'alternativa difensiva e l'assoluzione pronunciata su altro capo come indice di incertezza probatoria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che non fosse consentita in questa sede una rivalutazione dei fatti né l'adozione di una diversa ricostruzione probatoria rispetto a quella del giudice di merito, purché la motivazione sia congrua e logica. Ha confermato che le videoriprese (soggetto con gli stessi indumenti), le dichiarazioni delle persone offese, l'intercettazione telefonica e altri elementi indiziari costituivano indizi "gravi, precisi e concordanti" ai sensi dell'art. 192, comma 2, c.p.p., e che era provato il dolo generico richiesto per il reato di incendio. Ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 423 cod. pen. (incendio)
Norma che disciplina il reato di incendio; la sentenza applica tale fattispecie ai fatti contestati (incendio di autovetture e propagazione del fuoco a locale attiguo).
art. 192 comma 2 cod. proc. pen.
Criterio di giudizio in tema di prova indiziaria: la condanna è possibile se gli indizi sono gravi, precisi e concordanti. La Corte ha ritenuto che tali requisiti fossero soddisfatti dalle videoriprese, dalle dichiarazioni e dalle intercettazioni.
art. 606 cod. proc. pen.
Limiti della censura in Cassazione: il ricorso deve rientrare nelle fattispecie che consentono il sindacato di legittimità; non è consentita una libera riconsiderazione delle prove di merito se non nei termini permessi dalla norma.
art. 616 cod. proc. pen.
Previsione della condanna alle spese e del versamento alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato; qui applicata per la determinazione della sanzione pecuniaria di euro 3.000,00.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ottenere l'annullamento di una decisione solo proponendo una diversa lettura delle stesse risultanze probatorie: la rivalutazione dei fatti è ammessa solo nei limiti strettamente previsti dalla legge.
- La prova tramite videoriprese può costituire indizio decisivo se consente un'identificazione attendibile (es. corrispondenza dell'abbigliamento, orario compatibile, comportamenti coerenti con l'azione criminosa).
- Per sostenere una condanna basata su indizi è necessario che tali indizi siano qualificabili come gravi, precisi e concordanti (art.192, comma 2 c.p.p.); contestazioni generiche sull'interpretazione non sono sufficienti in Cassazione.
- La mancanza di una versione alternativa credibile, o la discrepanza tra dichiarazioni rese in sede di sommarie informazioni e versioni difensive emerse successivamente, può indebolire la tesi difensiva agli occhi del giudice di merito.
- Il dolo nel reato di incendio (dolo generico) può essere desunto dalla condotta e dalle circostanze che mostrino la volontà di cagionare un incendio di non lievi proporzioni e capace di espandersi.
- Chi propone ricorso in Cassazione con argomentazioni che si limitano a proporre una diversa ricostruzione dei fatti corre il rischio di inammissibilità e di essere condannato alle spese e a sanzioni (Cassa delle ammende) ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Testo integrale
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