Cassazione Penale, Sentenza n. 25830/2024 del 02/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso per cassazione proposto dal Procuratore europeo era diretto avverso l\'ordinanza del Tribunale di Enna che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo sui terreni nella disponibilità dell\'indagata, deciso in ragione della ritenuta mancanza dell\'elemento soggettivo del reato (truffa ai danni dell\'Unione europea) nonostante l\'esistenza dell\'elemento oggettivo (assenza di titoli idonei a giustificare il possesso e a ottenere i contributi). Il procuratore deduceva un vizio di motivazione: a suo avviso l\'incontestata assenza di titoli sarebbe indicativa dell\'elemento soggettivo e la motivazione del Tribunale sarebbe carente e manifestamente illogica.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il gravame verteva su un vizio di motivazione non riconducibile a una violazione di legge. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammesso solo per violazione di legge, comprendendo in tale nozione gli errores in iudicando o in procedendo e i vizi motivazionali così radicali da rendere il provvedimento privo dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza. Nel caso concreto il Tribunale aveva fornito una motivazione articolata e non apparente circa la carenza dell\'elemento soggettivo, sicché il dedotto vizio di motivazione non era idoneo a giustificarne l\'annullamento in Cassazione.
Norme richiamate
art. 3, comma 8, d.l. n. 137 del 2020
il procedimento si celebra con contraddittorio scritto ai sensi dell\'art. 3, comma 8, del d.l. n. 137 del 2020
Riferimento procedurale: il giudizio si è svolto con contraddittorio scritto previsto dalla disposizione d\'urgenza
Principio di ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali
Sez. U, n. 5876 del 28/01/2004 (Bevilacqua); Sez. U, n. 25932 del 29/05/2008 (Ivanov); Sez. 1, n. 6821 del 31/01/2012 (Chiesi); Sez. 5, n. 35532 del 25/06/2010 (Angelini)
Il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge; nella nozione rientrano errores in iudicando/in procedendo e vizi motivazionali talmente gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione avverso ordinanze di sequestro preventivo è in linea di principio ammesso solo per violazione di legge: contestazioni che insistono su diversa valutazione dei fatti o della motivazione ordinaria difficilmente saranno ammesse.
- Per essere ricevibile, un censura sulla motivazione deve dimostrare un vizio talmente radicale (assenza totale di argomentazione, contraddittorietà insanabile, illogicità manifesta) da integrare una violazione di legge.
- Se il giudice di merito fornisce una motivazione articolata e non apparente circa la mancanza di un elemento soggettivo, la semplice sottolineatura di elementi materiali contrari non è sufficiente a rovesciare il giudizio in Cassazione.
- Il procuratore deve inquadrare il proprio motivo come violazione normativa o dimostrare che la motivazione è priva dei requisiti minimi di ragionevolezza e coerenza; altrimenti il ricorso sarà dichiarato inammissibile.
- Per la difesa, una motivazione dettagliata del tribunale costituisce solida barriera contro i ricorsi per cassazione basati solo su diversa valutazione delle prove o su critiche alla valutazione del dolo.
- In procedimenti istruiti con contraddittorio scritto ai sensi dell\'art. 3 comma 8 d.l. 137/2020, è importante documentare con chiarezza e completezza la ricostruzione fattuale e giuridica già in sede di merito, perché renderà più difficile il riesame in Cassazione.
Testo integrale
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