Sentenza n. 1865/2026 - Firenze, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inerzia del Ministero nell’eseguire la sentenza del Tribunale di Pisa che aveva riconosciuto il diritto alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici 2017/2018-2022/2023, per complessivi € 3.000
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il docente ha proposto ricorso per ottenere l’ottemperanza della sentenza n. 459/2024 del Tribunale di Pisa, Sezione Lavoro, pubblicata il 17 settembre 2024, che aveva accertato il suo diritto alla Carta elettronica del docente per sei anni scolastici, dal 2017/2018 al 2022/2023, per € 500 annui e complessivi € 3.000, condannando il Ministero a mettere a disposizione la somma nel rispetto dei vincoli di legge. Ha chiesto anche la nomina di un commissario ad acta in caso di persistente inerzia. Il titolo era stato notificato al Ministero il 20 settembre 2024, erano decorsi inutilmente i 120 giorni previsti per l’adempimento e la sentenza non era stata impugnata.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile, verificando la notifica del titolo, il decorso infruttuoso del termine di 120 giorni e la mancata impugnazione della sentenza. Ha accolto la domanda e ordinato al Ministero di conformarsi integralmente al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o dalla notificazione della sentenza, se anteriore. Per l’eventuale ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell’Ufficio centrale del Bilancio del Ministero, con facoltà di delega, da attivare su richiesta della parte dopo la scadenza del termine ministeriale e tenuto a provvedere entro ulteriori 60 giorni, compiendo gli adempimenti necessari e pagando le somme ancora dovute. Ha condannato il Ministero alle spese del giudizio, liquidate in € 800 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, se dovuti ed effettivamente versati, con distrazione ai difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
E’ infatti fondata la domanda di ottemperanza proposta e, pertanto, va ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito, ove nelle more non abbia ancora provveduto, di conformarsi integralmente al giudicato di cui in epigrafe, provvedendo nel termine di sessanta (60) giorni decorrenti dalla comunicazione in via amministrativa - o dalla notificazione a cura di parte, se anteriore - della presente sentenza.
Il giudice dell’ottemperanza ordina all’amministrazione di conformarsi al giudicato entro un termine determinato e può predisporre l’intervento sostitutivo del commissario ad acta per il caso di ulteriore inadempimento.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
è inutilmente decorso il termine di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo ai sensi dell’art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito con modificazioni nella l. 28 febbraio 1997, n. 30;
La proponibilità dell’ottemperanza nei confronti dell’amministrazione è stata riconosciuta dopo il decorso infruttuoso del termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.
Massime di principio
- Quando una sentenza esecutiva non impugnata che condanna un’amministrazione a una prestazione non viene eseguita, e sia decorso inutilmente il termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo previsto dall’art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, il giudice amministrativo può accogliere l’azione di ottemperanza e ordinare all’amministrazione di conformarsi al giudicato entro un termine assegnato.
- Per assicurare l’effettività dell’ottemperanza, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l’intervento al persistente inadempimento dopo la scadenza del termine assegnato all’amministrazione e fissando un ulteriore termine per l’esecuzione.
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