Cassazione Penale, Sentenza n. 44348/2024 del 04/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale impugnava la sentenza del GIP che, su richiesta di decreto penale di condanna, aveva disposto il non doversi procedere per "particolare tenuità del fatto" (art.131-bis c.p.) nei confronti degli imputati per violazioni edilizie e connesse. I motivi del ricorso denunciavano: 1) violazione di legge perché la causa di non punibilità per particolare tenuità richiede la previa instaurazione del contraddittorio e non può essere applicata dal giudice investito della richiesta di decreto penale (rito monitorio, inaudita altera parte); 2) carenza e insufficienza della motivazione rispetto alla valutazione delle molteplici fattispecie contestate (omessa valutazione del cambio di destinazione d'uso, ampliamento, istallazione di impianti, ecc.).
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo illegittima la pronuncia del GIP per violazione del diritto al contraddittorio e nullità del provvedimento ai sensi degli artt.178 e 180 c.p.p.; ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato il procedimento. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui l'applicazione dell'art.131-bis c.p. alle violazioni urbanistiche richiede una valutazione "olistica" dei parametri (consistenza dell'intervento, destinazione, incidenza sul carico urbanistico, impossibilità di sanatoria, grado di difformità, rispetto di provvedimenti amministrativi, modalità di esecuzione, eventuale collegamento con opere preesistenti) e che il GIP qui ha omesso accertamenti rilevanti (ampliamento, cambio di destinazione, installazione di presidi idraulici/gas).
Norme richiamate
art. 129 cod. proc. pen.
Non può essere invocata dal giudice che decide sulla richiesta di decreto penale di condanna l'opzione del proscioglimento per particolare tenuità senza previo contraddittorio; l'istituto richiede accertamenti di merito e il confronto tra le parti.
art. 131-bis cod. pen.
La causa di non punibilità per particolare tenuità necessita di previa instaurazione del contraddittorio e, nelle violazioni urbanistiche/paesaggistiche, di una valutazione complessiva che consideri vari parametri (tipologia, dimensioni, destinazione, incidenza urbanistica, impossibilità di sanatoria, grado di difformità, rispetto di provvedimenti autoritativi, modalità di esecuzione, collegamenti con opere preesistenti).
d.P.R. n. 380/2001 (artt. 31, 44 co.1 lett. b), 93, 94, 94-bis, 95)
Le condotte contestate costituivano violazioni delle norme del testo unico dell'edilizia; la valutazione della tenuità deve tener conto anche dell'interesse tutelato da tali disposizioni (es. sicurezza sismica, disciplina dei titoli abilitativi, tutela paesaggistica).
art. 110 cod. pen.
Rilevato come norma di concorso di persone nel reato; nella sentenza è richiamata per identificare i reati contestati in concorso tra imputati.
art. 481 cod. pen.
Riferito al falso materiale/documentale contestato al solo Ragnucci; implicava la necessità di un esame specifico che il giudice non ha adeguatamente motivato.
art. 606 cod. proc. pen.
Norma richiamata in relazione ai motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte ha ritenuto fondato il motivo di violazione di legge in relazione all'art.129 c.p.p.
art. 546 cod. proc. pen.
Norma sul decreto penale di condanna; la Corte richiama il quadro procedurale per sottolineare l'inadeguatezza del rito monitorio a consentire proscioglimenti per particolare tenuità senza contraddittorio.
artt. 178 e 180 cod. proc. pen.
La Corte ha ritenuto che l'atto del GIP sia affetto da nullità di ordine generale (regime intermedio) per la preclusione del diritto al contraddittorio.
art. 411 co. 1-bis cod. proc. pen.
Riferito come principio che, anche in sede di archiviazione, la causa di esclusione della punibilità richiede garanzie di contraddittorio; utile a sostenere l'impostazione che vieta al giudice del decreto penale di pronunciarsi in assenza di contraddittorio.
art. 133 cod. pen.
Richiamato per affermare che il giudice, nella valutazione della gravità, può ritenere dirimenti solo alcuni degli elementi elencati ai fini dell'applicabilità dell'art.131-bis.
art. 608 co. 2 e art. 568 co. 4 cod. proc. pen.
Rilevati in relazione alla legittimazione e all'interesse concreto del Procuratore a proporre ricorso per cassazione: il pubblico ministero è legittimato e l'interesse sussiste quando l'impugnazione può produrre un risultato pratico favorevole oltre al mero enunciato di principio.
Massime di principio
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis c.p.) non può essere applicata da un giudice che decide sulla richiesta di decreto penale di condanna senza aver assicurato il contraddittorio tra accusa e difesa; in quel rito l'eventuale valutazione di tenuità va rimessa a una fase con confronto delle parti (opposizione o processo ordinario).
- Nelle violazioni urbanistiche e paesaggistiche l'accertamento della particolare tenuità richiede una valutazione globale (parametri tecnico-urbanistici e modalità esecutive): il giudice deve considerare dimensioni, destinazione d'uso, ampliamenti, impatto sull'assetto urbanistico, possibilità di sanatoria, grado di difformità e il rischio per interessi tutelati (es. sicurezza sismica).
- Se in un procedimento sono contestate più fattispecie, la motivazione che concede una causa di non punibilità deve affrontare tutte le posizioni e spiegare il perché ciascuna risulti di minima offensività; omissioni motivazionali su reati contestati sono vizio idoneo all'annullamento.
- L'interesse e la legittimazione del pubblico ministero a impugnare una decisione di proscioglimento per particolare tenuità esistono quando con il ricorso sia possibile ottenere un risultato pratico favorevole (es. annullamento e rinvio) e non meramente una declaratoria astratta di principio.
- La presenza di elementi concreti quali il cambio di destinazione d'uso, l'ampliamento della superficie e l'installazione di impianti potenzialmente pericolosi (es. cucina a gas) costituiscono indici contrari all'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità.
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