Sentenza n. 2205/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 159/2024 depositata in data 16/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 159/2024, che aveva ordinato l'accredito di euro 2.500,00 per la carta docente relativa agli anni scolastici 2018/2019-2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 159/2024, passata in giudicato e ritualmente notificata, con la quale il Ministero era stato condannato a mettere a disposizione la carta docente o altro strumento equivalente per euro 500,00 annui, per complessivi euro 2.500,00, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria nei limiti previsti dall'art. 22, comma 36, della legge n. 724/1994. La ricorrente ha dedotto il mancato pagamento, anche parziale, nonostante il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. L'azione di ottemperanza non comprendeva le spese del giudizio definite dalla sentenza del Tribunale di Milano, in quanto distratte in favore del difensore e non oggetto del presente ricorso.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Milano. Ha rilevato che il titolo era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato, il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento era decorso e l'amministrazione non aveva effettuato alcun pagamento, né aveva contestato l'esistenza o l'entità del credito o fornito indicazioni sull'iter amministrativo. Ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti dovuti entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario del medesimo ufficio, attribuendogli ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Ministero e liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore della ricorrente dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento
Il termine dilatorio per l'adempimento delle obbligazioni pecuniarie gravanti sull'amministrazione deve essere decorso prima di poter accertare l'inottemperanza e attivare la tutela esecutiva davanti al giudice amministrativo.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
oltre interessi legali e rivalutazione monetaria, con i limiti di cui all’art. 22, comma 36, della legge n. 724 del 1994
Gli interessi legali e la rivalutazione monetaria sono dovuti nei limiti stabiliti dalla disposizione richiamata nel titolo esecutivo.
Massime di principio
- È configurabile l'inottemperanza a una sentenza di condanna pecuniaria nei confronti di una pubblica amministrazione quando il titolo sia passato in giudicato e ritualmente notificato, sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge e l'amministrazione non abbia eseguito il pagamento.
- Nel giudizio di ottemperanza, la mancata contestazione da parte dell'amministrazione dell'an e del quantum del credito e l'assenza di documentazione attestante pagamenti, anche parziali, consentono di accertare l'inadempimento sulla base della documentazione prodotta e delle dichiarazioni della parte ricorrente.
- In caso di accertata inottemperanza, il giudice può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d'ora un commissario ad acta, subordinando l'esercizio dei poteri sostitutivi all'inutile decorso del termine assegnato.
- L'azione di ottemperanza resta delimitata alle obbligazioni comprese nella domanda giudiziale e non si estende automaticamente a capi della sentenza relativi alle spese di lite che non siano stati specificamente azionati.
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