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Sentenza

Sentenza n. 1144/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata dalla parte ricorrente presso l'Ambasciata Italiana di Islamabad – Pakistan.

Giustizia amministrativa202513746

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto per motivi di studio presso l'Ambasciata Italiana di Islamabad

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento o rifiuto dell'amministrazione sull'istanza volta ad attivare il procedimento per il rilascio di un visto di ingresso in Italia per motivi di studio. Dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto, determinando l'attivazione del procedimento amministrativo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano soddisfatto la pretesa fatta valere in giudizio, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, considerato il periodo non particolarmente esteso intercorso tra la richiesta di appuntamento e la notificazione del ricorso, nonché il comportamento dell'amministrazione, che si è attivata in tempi ragionevoli. L'amministrazione è stata comunque condannata a restituire al ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione è esperibile per ottenere tutela rispetto alla mancata attivazione del procedimento; nel caso concreto, l'attivazione sopravvenuta del procedimento ha fatto venir meno la materia del contendere.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta soddisfazione della pretesa azionata giustifica la declaratoria di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio proposto ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio dell'amministrazione, la sopravvenuta attivazione del procedimento richiesto dal ricorrente soddisfa la pretesa processuale e comporta la cessazione della materia del contendere, anche se non è ancora intervenuto il provvedimento finale sull'istanza.
  • La fissazione di un appuntamento presso la sede diplomatica competente, quando costituisce il primo adempimento necessario per la presentazione e l'attivazione della domanda di visto, può integrare l'attivazione del procedimento e determinare il venir meno dell'interesse alla decisione sul ricorso avverso il silenzio.
  • Nel giudizio avverso il silenzio, la compensazione delle spese può essere disposta valutando il tempo intercorso tra la richiesta amministrativa e la notificazione del ricorso nonché il comportamento collaborativo dell'amministrazione; resta possibile porre a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato eventualmente versato dal ricorrente.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaDecisione e riti speciali
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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