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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44028/2022 del 21/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riconoscimento di un indennizzo per ingiusta detenzione relativa alla privazione della libertà subita nell'ambito di un procedimento per trasporto illegale di migranti. In primo grado SARR era stato assolto perche il fatto non costituiva reato in quanto ricorreva la scriminante di cui all'art. 54 c.p. Il ricorrente ha contestato il rigetto dell'istanza di riparazione sostenendo che la Corte territoriale non ha valutato correttamente gli accertamenti del processo penale e che la condotta addebitata non poteva essere considerata volontaria o idonea a ostare al diritto all'indennizzo, giacche i posti a bordo erano stati assegnati da terzi armati e SARR aveva collaborato dopo il fermo.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il giudice della riparazione può, con valutazione autonoma ed ex ante, verificare se la condotta del richiedente abbia contribuito a creare la falsa apparenza della configurabilità di un reato e dunque abbia ostato al diritto all'indennizzo, indipendentemente dall'esito assolutorio del processo di merito. Nel caso specifico la Corte d'appello aveva ritenuto provata la materialità di comportamenti (conduzione dell'imbarcazione, rifornimento carburante, presenza al timone, ammissioni in interrogatorio) che avevano efficacemente alimentato l'apparenza di responsabilità, motivazione ritenuta congrua e non censurabile. Ricorso rigettato e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 54 cod. pen.

    La scriminante dello stato di necessita' ha determinato l'assoluzione nel processo penale, ma non impedisce che il giudice della riparazione valuti se la condotta dell'interessato abbia comunque creato la falsa apparenza di reato alla base della detenzione.

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Ai fini della riparazione per ingiusta detenzione il giudice procede a una valutazione autonoma ex ante per stabilire se la condotta del richiedente abbia dato causa alla detenzione, non procedendo a un giudizio sulla responsabilita' penale ma sullo stato di fatto che ha prodotto l'apparenza del reato.

  • art. 384 cod. pen.

    Richiamato in sede giurisprudenziale come riferimento per l'analisi delle scriminanti; principi affini sono stati utilizzati per stabilire che anche condotte poste in stato di necessita' possono in casi concreti risultare ostative se hanno causalmente determinato la detenzione.

Massime di principio

  • Un'assoluzione nel processo penale per scriminante non garantisce automaticamente il diritto all'indennizzo per ingiusta detenzione: occorre valutare se la condotta dell'interessato abbia comunque creato la falsa apparenza di reato.
  • Il giudice della riparazione svolge una valutazione autonoma ed ex ante, distinta dal giudizio penale sulla colpevolezza, mirata a verificare la sussistenza di comportamenti che abbiano concretamente favorito l'adozione della misura detentiva.
  • Possono essere presi in considerazione fatti e dichiarazioni emersi nel processo penale purché non esclusi dalla sentenza di assoluzione e purché tali prove abbiano superato il vaglio del giudizio di cognizione o la loro riferibilità al richiedente sia adeguatamente motivata.
  • Il comportamento ostativo puo' consistere non solo in dolo ma anche in negligenza macroscopica, imprudenza o violazione di norme, sempre che tali condotte abbiano causalmente contribuito alla detenzione.
  • Anche la condotta posta in stato di necessita' puo' essere valutata come ostativa se emerge che essa, in modo doloso o comunque causalmente rilevante, ha dato luogo alla detenzione; la motivazione del giudice di merito, se adeguata e congrua, e' difficilmente censurabile in sede di legittimità.
  • Per chi richiede l'indennizzo e' strategico dimostrare non solo l'assoluzione ma anche l'assenza di comportamenti obiettivamente idonei a creare l'apparenza del reato; viceversa la documentazione di condotte che abbiano materialmente alimentato i sospetti puo' essere decisiva per il rigetto.

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