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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18691/2023 del 04/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza per: (i) nullità per violazione del diritto di difesa, rilevando che la Corte aveva disposto la trattazione orale (su istanza tardiva della difesa) ma non aveva comunicato l'udienza in presenza al difensore di fiducia, il quale non ha potuto partecipare; (ii) vizio di motivazione per avere la Corte d'appello riformato l'assoluzione di primo grado ritenendo diversa la valutazione della prova dichiarativa senza disporre la rinnovazione dell'istruttoria e senza motivazione sufficiente per superare il principio del "oltre ogni ragionevole dubbio".

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo: ha rilevato che, nonostante la sentenza menzionasse la trattazione scritta, il processo era stato trattato in presenza dopo che la richiesta di discussione orale della difesa era stata accolta; la fissazione dell'udienza in presenza non era stata comunicata al difensore di fiducia. In sua assenza la Corte ha nominato un sostituto ex art. 97, comma 4, c.p.p., ma ha svolto attività istruttoria e acquisito verbali di interrogatorio, integrando così una nullità assoluta per difetto di assistenza e violazione del contraddittorio. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Trieste per nuovo giudizio; le altre censure sono state assorbite.

Norme richiamate

  • legge 176/2020, art. 23-bis

    La norma era richiamata nella intestazione come riferimento alla trattazione scritta nei procedimenti pandemici; tuttavia la Corte ha effettivamente celebrato l'udienza in presenza, evidenziando incongruenza tra quanto dichiarato e quanto effettivamente disposto.

  • art. 97, comma 4, cod. proc. pen.

    Consente la nomina di sostituto difensore in udienza; la Corte ha nominato un sostituto per l'assenza del difensore di fiducia, ma la nomina non ha sanato la violazione quando la difesa originaria non è stata messa nelle condizioni di partecipare e la Corte ha compiuto atti istruttori.

  • art. 178, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Richiamato per affermare che la mancata comunicazione della decisione di trattare con rito ordinario (a seguito di richiesta di discussione orale) determina una nullità generale a regime intermedio; la Cassazione ha ritenuto pertanto sussistente la nullità per difetto di comunicazione.

  • Principio dell'"oltre ogni ragionevole dubbio"

    Principio cardine del diritto penale: la Corte osserva che la riforma dell'assoluzione richiede motivazione rafforzata e, se si basa su diversa valutazione della prova dichiarativa, non può avvenire senza eventuale rinnovazione dell'istruttoria quando necessario.

Massime di principio

  • Se una parte ottiene la trattazione orale, la decisione di svolgere l'udienza in presenza deve essere comunicata a tutte le parti: la mancata comunicazione può creare una nullità rilevante.
  • La nomina di un difensore sostitutivo in udienza (ex art. 97 c.p.p.) non basta a sanare la violazione se il difensore originario non è stato messo nelle condizioni di partecipare e la Corte compie atti istruttori in sua assenza.
  • L'attività istruttoria svolta in assenza del difensore di fiducia integra una nullità assoluta per difetto di assistenza e violazione del contraddittorio.
  • In appello la riforma di un'assoluzione richiede motivazione solida: non è sufficiente una mera diversa valutazione delle dichiarazioni senza, se necessario, rinnovazione dell'istruttoria quando la situazione probatoria lo impone.
  • La Cassazione tende ad annullare e rinviare il processo in presenza di nullità che incidono sul diritto di difesa, assorbendo le ulteriori contestazioni se il vizio è dirimente.

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