Cassazione Penale, Ordinanza n. 24577/2026 del 02/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando la genericità del motivo di vizio di motivazione e l'assenza di un concreto confronto con la motivazione della Corte territoriale e con le deduzioni difensive già esaminate. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende, secondo la formula che emerge dal testo.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso è proposto avverso una sentenza della Corte d'appello di Bari. Dal testo emerge soltanto che l'unico motivo dedotto riguarda un asserito vizio di motivazione: il ricorrente lamenta in modo generico l'illogicità o l'insufficienza della motivazione della decisione di merito, ma senza indicare specifiche ragioni di diritto né puntuali dati di fatto a sostegno della censura. La Corte rileva inoltre che il ricorso non si confronta con la motivazione ritenuta sufficiente e non illogica della sentenza impugnata, né con l'esame già svolto delle deduzioni difensive.
Massime di principio
- Il motivo di ricorso per vizio di motivazione deve essere specifico: non sono sufficienti deduzioni astratte o assertive prive di puntuale indicazione delle ragioni di diritto e dei dati di fatto posti a fondamento della censura.
- In sede di legittimità il ricorrente deve confrontarsi direttamente con la motivazione della sentenza impugnata; la mancata confutazione della ratio decidendi e dell'esame delle difese già svolto comporta l'inammissibilità del ricorso.
- La mera riproposizione di critiche generiche alla ricostruzione dei fatti o alla motivazione del giudice di merito non integra un valido motivo di ricorso per cassazione.
Come è indicizzato
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