Cassazione Penale, Sentenza n. 2530/2023 del 20/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma in appello delle condanne per tentato omicidio (fatti avvenuti l'11 marzo 2020 nei pressi del locale Kristal Club di Alessandria). Momoh censurava la sentenza per insufficiente motivazione e per aver fondato la responsabilità su propalazioni e sommarie informazioni ritenute inattendibili, nonché per il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (art. 62-bis c.p.). Iyamu deduceva la violazione di legge per il rifiuto di rinnovare l'istruttoria dibattimentale ai sensi dell'art. 603 c.p.p., chiedendo una perizia genetica sugli oggetti sequestrati ritenuta decisiva per provare il suo coinvolgimento nelle aggressioni.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse adeguatamente motivato la responsabilità di Momoh sulla base di dichiarazioni convergenti della persona offesa e di testimoni oculari, integrate da riconoscimenti fotografici, sicché la prova risultava univoca e affidabile. Ha dichiarato inammissibile la doglianza sulle attenuanti generiche per Momoh, ritenendo congrua la quantificazione della pena in relazione al grave disvalore della condotta e alle modalità cruente dell'aggressione. Quanto a Iyamu, la Suprema Corte ha ritenuto non necessaria la rinnovazione dell'istruttoria ex art. 603 c.p.p. perché il compendio probatorio acquisito nei giudizi di merito era univoco e le verifiche genetiche richieste non sarebbero state decisive né avrebbero potuto disarticolare le risultanze esistenti. Pertanto sono stati confermati i provvedimenti di merito (condanne, pene accessorie, risarcimenti e provvidenze alle parti civili).
Norme richiamate
artt. 56, 81, comma secondo, 110 e 575 cod. pen.
Quel combinato disposto è stato applicato per la qualificazione del tentato omicidio e del concorso di persone: la Corte ha ritenuto provata la partecipazione di entrambi secondo tali articoli.
art. 4 legge 18 aprile 1975, n. 110
legge 18 aprile 1975, n. 110
Norma relativa agli illeciti in materia di armi; richiamata in relazione all'uso di coltelli nell'aggressione.
art. 62-bis cod. pen.
Le attenuanti generiche sono state valutate dal giudice di merito e ritenute non riconoscibili alla luce del grave disvalore e della cruenta modalità del fatto; la Cassazione ha confermato che il diniego era motivato correttamente.
art. 133 cod. pen.
Principi per la determinazione della pena: la Corte territoriale ha applicato correttamente i parametri ai fini della quantificazione della pena e della valutazione delle attenuanti.
art. 603 cod. proc. pen.
La rinnovazione dell'istruttoria in appello è ammessa solo se i dati probatori sono incerti e l'incombente richiesto può eliminare le incertezze o essere decisivo; nel caso specifico la richiesta perizia genetica non era decisiva rispetto al compendio probatorio univoco.
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamata la distinzione tra dichiarazioni di testimoni e quelle della persona offesa: la Corte conferma che le dichiarazioni della persona offesa, se credibili e adeguatamente motivate, possono fondare la condanna anche in assenza di riscontri esterni.
Massime di principio
- Le dichiarazioni della persona offesa e i testimoni oculari, se convergenti e supportate da riconoscimenti fotografici, possono da sole fondare il convincimento del giudice, a condizione che sia data idonea motivazione sulla loro attendibilità.
- La rinnovazione dell'istruttoria in appello ai sensi dell'art. 603 c.p.p. è ammessa solo quando i dati probatori risultano incerti e l'accertamento richiesto sia effettivamente decisivo per risolvere tali incertezze; richieste meramente esplorative o non decisive possono essere legittimamente respinte.
- Le attenuanti generiche non costituiscono una concessione automatica: il giudice le riconosce solo se, nella valutazione complessiva della posizione dell'imputato e del fatto, emergono elementi tali da giustificare un trattamento più favorevole rispetto alla gravità del reato.
- L'utilizzo delle massime di esperienza e del criterio di verosimiglianza è legittimo nella valutazione della prova, ma conferisce valore probatorio solo se è possibile escludere plausibilmente spiegazioni alternative che la renderebbero inattendibile.
- La presenza di più fonti dichiarative convergenti (persona offesa, testimoni oculari e riconoscimenti fotografici) rafforza la solidità del compendio probatorio e riduce la necessità di acquisire ulteriori prove strumentali o perizie quando queste non appaiono decisive.
Testo integrale
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