Cassazione Penale, Sentenza n. 33403/2023 del 31/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeCon ordinanza del 07-07-2023 la Corte ha disposto la correzione dell'errore materiale nel dispositivo della sentenza n. 38900/22 del 21-02-2023, aggiungendo, dopo le parole 'al pagamento', le parole 'delle spese processuali nonché ....'. La cancelleria è stata incaricata degli adempimenti e delle annotazioni di rito. La pronuncia di inammissibilità è rimasta invariata; è stata soltanto integrata la statuizione sulle spese.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso di Salvo Carlo era stato dichiarato inammissibile con sentenza del 21-02-2023. Tale sentenza ometteva la statuizione obbligatoria sul pagamento delle spese processuali prevista dall'art. 616 cod. proc. pen.; omissione ritenuta mera svista. Si è chiesto e disposto che il dispositivo venisse corretto per inserire la condanna al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 616 cod. proc. pen.
La norma impone la statuizione obbligatoria relativa al pagamento delle spese processuali; l'omissione di tale statuizione è considerata una svista materiale correggibile mediante integrazione del dispositivo.
Massime di principio
- La mancata indicazione della condanna alle spese in una sentenza, se prevista dalla legge, è di regola un errore materiale correggibile e non modifica il merito della decisione.
- La correzione di errori materiali può essere disposta dalla stessa sezione che ha emesso la sentenza e porta al semplice completamento del dispositivo, senza riaprire il giudizio sul merito.
- La statuizione sulle spese è obbligatoria nei casi previsti dall'art. 616 c.p.p.; la sua omissione non avvantaggia la parte soccombente e va integrata per consentire l'esecuzione e le annotazioni di cancelleria.
- Le rettifiche consentite riguardano aspetti formali del dispositivo (es. frasi mancanti, errori di trascrizione), non censure sulla valutazione della inammissibilità o su altre questioni di merito.
- In casi analoghi, prima di impugnare nuovamente, è opportuno verificare se si tratti di mera svista correggibile d'ufficio, perché la correzione non costituisce nuova pronuncia sul merito.
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