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Sentenza

Sentenza n. 1068/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento - dell'ordinanza di demolizione n. -OMISSIS-del Comune di Pinerolo;

Giustizia amministrativa202400267

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a una recinzione realizzata con muretto in cemento armato, pilastrini e cancelli

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Le ricorrenti avevano presentato una SCIA per realizzare una recinzione in rete metallica sorretta da paletti infissi nel terreno. A seguito del sopralluogo della Polizia municipale, il Comune ha accertato la realizzazione, per un tratto di circa 90 metri, di un muretto di sostegno in cemento armato, di spessore pari a 25 cm e altezza variabile tra 30 e 60 cm, oltre a pilastrini in cemento armato a sostegno dei cancelli. Le ricorrenti hanno dedotto la violazione degli artt. 27 e 37 del d.P.R. n. 380/2001, dell'art. 58 delle NTA del PRGC e l'eccesso di potere, sostenendo che l'opera costituisse una parziale difformità dalla SCIA, assoggettabile alla sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore venale, e che il tratto con base in cemento non ricadesse in fascia di rispetto stradale né fosse vietato dallo strumento urbanistico. Il Comune ha chiesto il rigetto del ricorso.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la recinzione realizzata fosse sostanzialmente diversa da quella oggetto della SCIA: il progetto prevedeva rete metallica su paletti infissi nel terreno, mentre l'opera eseguita comprendeva un muretto in cemento armato e pilastrini stabilmente ancorati al suolo. Tale manufatto costituisce una nuova costruzione, per la quale era necessario il permesso di costruire, e non una semplice parziale difformità dalla SCIA. Il giudice ha inoltre accertato che l'area ricadeva in un ambito di rispetto destinato a futura viabilità, nel quale le NTA escludevano la nuova edificazione e ammettevano soltanto manufatti precari e strumentali alla conduzione agricola. La recinzione in calcestruzzo, avendo natura non precaria e producendo una stabile trasformazione del territorio, era incompatibile con la disciplina urbanistica. Ne consegue che non ricorrevano i presupposti per la sanzione pecuniaria prevista per interventi astrattamente realizzabili mediante SCIA e conformi agli strumenti urbanistici; era invece legittima la demolizione. Le ricorrenti sono state condannate al pagamento di euro 3.000,00, oltre accessori di legge, a favore del Comune.

Norme richiamate

  • art. 27 d.P.R. 380/2001

    violazione dell'art. 27 comma 2 del DPR 380/01 e s.m.i.

    La disposizione è stata richiamata quale base della repressione degli interventi edilizi abusivi mediante l'ordinanza impugnata.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    per le recinzioni realizzate in parziale difformità, la legge prevederebbe l’irrogazione di sanzione pecuniaria pari al doppio dell’aumento di valore venale dell’immobile

    La sanzione pecuniaria non si applica quando l'opera, per caratteristiche e difformità urbanistica, non sia astrattamente realizzabile mediante SCIA e richieda invece il permesso di costruire.

  • art. 22 d.P.R. 380/2001

    ai sensi degli artt. 22 e 37, comma 1, d.p.r. n. 380/2001

    La sanzione pecuniaria per interventi eseguiti in assenza o difformità dalla SCIA opera soltanto per interventi astrattamente soggetti a SCIA e conformi agli strumenti urbanistici.

  • art. 58, commi 6 e 13, NTA del PRGC del Comune di Pinerolo

    Le recinzioni sono ammesse in via precaria nella posizione stabilita dal Comune; negli ambiti di rispetto per futura viabilità sono ammesse le attività di conduzione dei fondi agricoli comprese le attrezzature di custodia

    Nelle fasce di rispetto e negli ambiti destinati a futura viabilità sono ammesse soltanto recinzioni precarie e manufatti strettamente strumentali all'attività agricola; è esclusa la realizzazione di opere stabilmente ancorate al suolo che alterino permanentemente il territorio.

Massime di principio

  • La realizzazione di una recinzione con muretto di sostegno in calcestruzzo e strutture stabilmente ancorate al suolo costituisce nuova costruzione, soggetta a permesso di costruire, mentre la mera recinzione in rete metallica sorretta da paletti infissi nel terreno può rientrare in un regime edilizio semplificato.
  • Quando l'opera realizzata presenta caratteristiche sostanzialmente diverse da quelle indicate nella SCIA e richiede il permesso di costruire, l'abuso non è qualificabile come mera parziale difformità dalla SCIA, ma come intervento eseguito in assenza del necessario titolo edilizio.
  • La sanzione pecuniaria prevista per gli interventi eseguiti in assenza o difformità dalla SCIA è applicabile soltanto a opere astrattamente realizzabili mediante SCIA e conformi agli strumenti urbanistici; in caso contrario è legittima l'ordinanza di demolizione.
  • Le fasce di rispetto destinate alla futura viabilità possono ammettere soltanto manufatti precari e strettamente strumentali alla conduzione agricola, non opere stabilmente ancorate al suolo idonee a produrre una trasformazione permanente dell'area.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziVincoli urbanistici
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorio
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezza

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