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Ordinanza

Ordinanza n. 13299/2026 - Roma, Sezione 4

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalle amministrazioni resistenti sull’istanza di ammissione al circuito di accoglienza nazionale in favore dei richiedenti asilo, previsto dal d.lgs. n. 142/2015 ed implementato dal d.l. n. 130/2020, avanzata da parte ricorrente al momento della richiesta di riconoscimento della protezione internazionale e più volte reiterata.

Giustizia amministrativa202606748

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IVOrdinanza istruttoriaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di ammissione al circuito nazionale di accoglienza per richiedenti asilo

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha agito per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato dalla Prefettura di Roma e dal Ministero dell'Interno sull'istanza di ammissione al circuito di accoglienza nazionale previsto dal d.lgs. n. 142/2015 e implementato dal d.l. n. 130/2020. L'istanza sarebbe stata formulata al momento della richiesta di riconoscimento della protezione internazionale e successivamente reiterata. Nel corso del giudizio la Prefettura ha depositato una nota del Servizio Centrale del Sistema di Accoglienza e Integrazione del 18 marzo 2026, con cui è stata autorizzata, tra gli altri, la partecipazione del ricorrente a un progetto territoriale facente capo a Roma Capitale. Poiché non risultava chiarito se l'autorizzazione si fosse tradotta nell'effettiva erogazione delle misure di accoglienza, il TAR ha ritenuto necessario acquisire informazioni da Roma Capitale.

La decisione

Il TAR, pronunciando non definitivamente, non ha ancora deciso la domanda avverso il silenzio. Ha disposto un'incombente istruttorio, richiedendo all'Ufficio Immigrazione del Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute di Roma Capitale una relazione scritta che precisi se al ricorrente siano state effettivamente erogate misure di accoglienza, indicandone la tipologia e la data di decorrenza. La relazione dovrà essere trasmessa entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione dell'ordinanza. Il giudizio è stato rinviato alla camera di consiglio del 16 settembre 2026. È stato inoltre disposto l'oscuramento dei dati identificativi del ricorrente a tutela dei suoi diritti e della sua dignità.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 142/2015

    È indicato quale fonte del circuito di accoglienza nazionale per i richiedenti asilo, oggetto dell'istanza del ricorrente.

  • d.l. n. 130/2020

    È indicato quale fonte di implementazione del circuito di accoglienza nazionale richiamato nel ricorso.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Costituisce, insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati, il fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali del ricorrente mediante oscuramento.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, quando l'amministrazione produca un atto che autorizza formalmente l'inserimento del richiedente asilo in un progetto di accoglienza, ma non risulti se l'inserimento sia stato effettivamente attuato, il giudice può disporre un'istruttoria per accertare l'erogazione concreta delle misure, la loro tipologia e la decorrenza.
  • La verifica dell'effettiva attuazione delle misure di accoglienza può essere affidata all'amministrazione territorialmente competente, mediante una relazione scritta da rendere entro il termine assegnato dal giudice, prima della decisione sulla domanda avverso il silenzio.

Come è indicizzato

MaterieAccoglienza e centriTermini e notificazione del ricorsoIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneIncompetenzaOnere della prova e principio dispositivo

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