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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37221/2025 del 14/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso contro l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva respinto il riesame della custodia cautelare in carcere; il ricorrente è imputato per traffico internazionale di stupefacenti (cocaina e hashish) e contestava principalmente: 1) il diniego di ammettere documenti in lingua spagnola per mancata traduzione; 2) l'inefficacia della misura per l'omesso "interrogatorio di garanzia"; 3) l'affermazione che in sede di riesame non si fosse contestata la gravità indiziaria; 4) la carenza di motivazione circa l'attualità e concretezza dei pericoli di fuga e di reiterazione, tenuto conto del lungo periodo di libertà senza reati e della sentenza favorevole al coimputato D'Alterio; 5) l'esclusione degli arresti domiciliari come misura alternativa

La decisione

La Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale del riesame affinché integri la motivazione su specifici punti. In particolare: ha rigettato o dichiarato infondati i motivi relativi alla traduzione dei documenti (onere della parte), all'omesso interrogatorio di garanzia (inesigibile dopo l'apertura del dibattimento) e alla generica censura sulla gravità indiziaria; ha invece accolto parzialmente il motivo relativo alle esigenze cautelari, ritenendo che il Tribunale non abbia adeguatamente confrontato i concreti elementi di fatto (periodo prolungato di libertà senza reati, comportamento collaborativo in Spagna, esiti del processo al coimputato) e debba fornire una motivazione integrativa circa la sussistenza effettiva e attuale del pericolo di fuga e di reiterazione; la questione sulla possibilità di applicare misure meno afflittive (arresti domiciliari) è stata assorbita e rimessa alla valutazione conseguente del riesame

Norme richiamate

  • art. 109 cod. proc. pen.

    L'obbligo di redazione degli atti in lingua italiana riguarda gli atti formati nel processo; nel riesame non impone al giudice di tradurre documenti prodotti dalla parte, essendo invece onere della parte stessa fornirne la traduzione nei termini ristretti del procedimento

  • art. 143 cod. proc. pen.

    Richiamato unitamente ad altri profili procedurali nell'ambito della censura sulla lingua e produzione documentale; la Corte conferma che la parte deve allegare e tradurre i documenti stranieri nel procedimento di riesame

  • art. 242 cod. proc. pen.

    Prevede obblighi del giudice in ordine alla formazione degli atti del processo; la Corte distingue gli atti formati nel processo (per i quali il giudice può curare traduzioni tecniche) dai documenti prodotti dalla difesa, la cui traduzione rientra nell'onere della parte nel rito di riesame

  • art. 294 cod. proc. pen.

    Stabilisce il termine per l'interrogatorio di garanzia fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento; la Corte ha ritenuto che l'interrogatorio non sia obbligatorio se la misura viene eseguita successivamente, nella fase di dibattimento o d'appello

  • art. 302 cod. proc. pen.

    Richiamato nelle censure sull'efficacia della misura e sul procedimento di riesame; la Corte esamina la rilevanza procedurale dei vizi di forma alla luce delle finalità dell'incidente cautelare

  • art. 299 cod. proc. pen.

    La Corte ricorda che elementi nuovi o traduzioni non valutati nel riesame possono essere fatti valere successivamente con incidente ex art. 299, consentendo così integrazione probatoria dopo i termini perentori del riesame

  • artt. 220 ss. cod. proc. pen.

    Regime formale della prova perizia; la Corte distingue le forme di traduzione/accertamento richieste al giudice dalle traduzioni effettuabili dalla parte in sede di riesame

Massime di principio

  • Nel procedimento di riesame, caratterizzato da termini molto ristretti, è onere della parte produrre documenti in lingua italiana o fornire la traduzione: il giudice di riesame non è tenuto a tradurre d'ufficio la documentazione straniera
  • L'omesso "interrogatorio di garanzia" non invalida automaticamente l'esecuzione di una custodia cautelare se il provvedimento viene eseguito dopo l'apertura del dibattimento; i vizi attinenti alla partecipazione dell'imputato vanno di norma fatti valere nel processo di cognizione
  • Le censure sulla gravità indiziaria devono essere specifiche e documentate: produrre genericamente i motivi d'appello non equivale a motivare il dubbio sulla gravità degli indizi
  • Per giustificare la custodia cautelare per pericolo di fuga o di reiterazione occorre una motivazione concreta e aggiornata: elementi come un lungo periodo di libera condotta senza reati, la presenza stabile all'estero con famiglia e l'adempimento volontario a ordini di cattura sono fattori che possono indebolire la presunzione del pericolo e devono essere trattati esplicitamente dal giudice
  • Eventuali esiti processuali favorevoli a coimputati (es. annullamento o assoluzione) possono avere effetti rilevanti e non devono essere automaticamente ignorati: il giudice del riesame deve valutare se e quanto tali decisioni incidano sulla posizione dell'imputato
  • La valutazione di misure meno afflittive (arresti domiciliari) dipende da una concreta verifica dell'idoneità del luogo e delle garanzie offerte; se il giudice esclude questa opzione, deve motivare adeguatamente il perché

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