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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13346/2026 del 13/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato il decreto di perquisizione e sequestro probatorio di uno smartphone e di un PC, deducendo: (1) violazione dei principi di proporzionalita' e adeguatezza e carenza di motivazione circa il nesso di pertinenzialita' tra le cose sequestrate e i reati contestati a terzi (art. 253 c.p.p.), con conseguente nullita' del provvedimento; (2) vizio di motivazione, contraddittorieta' e insufficienza della motivazione in relazione all'assenza del fumus del reato a carico del ricorrente. Il ricorrente afferma inoltre un interesse concreto ed attuale alla esclusiva disponibilita' dei dati contenuti nei dispositivi, nonostante la restituzione materiale dei supporti.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha rigettato. Ha ritenuto inammissibile il secondo motivo, formulato come mera censura di insufficienza o contraddittorieta' della motivazione. Quanto al primo motivo, anche prescindendo dalla mancata puntuale allegazione dell'interesse concreto alla esclusiva disponibilita' dei dati, la Corte ha ritenuto la motivazione del pubblico ministero e del Tribunale del Riesame adeguata: e' stato descritta la pertinenzialita' dei dispositivi rispetto alle altre ipotesi di reato oggetto dell'indagine, si e' evidenziata l'indispensabilita' dei documenti e dei devices per accertare i contatti tra gli indagati e le richieste rivolte a terzi, e la possibilita' che sui dispositivi potessero esser rinvenute tracce utili. La Corte ha inoltre osservato che, dopo la restituzione dei dispositivi, e' rimasto il sequestro delle copie forensi e che il sequestro delle copie e' stato delimitato mediante chiavi di ricerca strettamente collegate all'indagine, quindi non indiscriminato. In sintesi, non sono state ravvisate violazioni dei principi di proporzionalita' e adeguatezza né carenza di motivazione che giustifichi la cassazione.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    istanza ex art. 324 cod.proc.pen. proposta dal ricorrente

    norma richiamata come base procedurale per l'istanza al Tribunale del Riesame; la Corte prende atto dell'iter procedurale ma non la interpreta in senso favorevole al ricorrente

  • art. 253 cod. proc. pen.

    presupposti del sequestro ex art. 253 cod.proc.pen.

    richiesto il nesso di pertinenzialita' tra cosa e reato; la Corte accerta che la motivazione sul nesso e' stata fornita in modo adeguato

  • art. 615-ter cod. pen.

    reati di cui agli artt. 615-ter e 326 cod.pen.

    reati richiamati quali oggetto dell'indagine; la rilevanza dei dispositivi e' collegata alla necessita' di acquisire tracce utili per tali fatti

  • art. 326 cod. pen.

    reati di cui agli artt. 615-ter e 326 cod.pen.

    vedi art. 615-ter; i dispositivi possono contenere informazioni pertinenti alle investigazioni relative a questi reati

  • art. 4, comma 1, L. 7/2000

    vizio inerente alla configurabilita' del reato di cui all'art. 4 c. 1 della L. n. 7 del 2000

    la Corte ritiene non decisiva la questione sulla configurabilita' di tale reato ai fini della legittimita' del sequestro, purché il nesso pertinenziale verso le altre vicende investigative sia adeguatamente motivato

  • art. 2387 cod. civ.

    richiamato in imputazione

    norma civile menzionata nel capo di imputazione; non centrale per la decisione sul sequestro probatorio, ma parte della contestazione

  • art. 360 c.p.p.

    accertamenti nelle forme di cui all'art. 360 c.p.p.

    norma relativa alle modalita' di compimento di accertamenti tecnici; la Corte rileva che i dispositivi sono stati restituiti dopo accertamenti svolti secondo tali forme

  • art. 325, comma 1, cod. proc. pen.

    il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro e' ammesso solo per violazione di legge

    la Corte ricorda il limite dell'impugnazione in Cassazione per i provvedimenti di sequestro: solo vizi di legge o motivazione del tutto carente consentono l'accoglimento

  • Sez. U, n. 40963 del 20/07/2017 (giurisprudenza)

    ammissione del ricorso di cassazione quando risulti la restituzione previa estrazione di copia e sia dedotto l'interesse concreto alla esclusiva disponibilita' dei dati

    la Corte richiama il principio secondo cui la restituzione materiale non esclude l'interesse, ma tale interesse deve essere dimostrato concretamente e non con riferimenti generici

Massime di principio

  • Il ricorso in Cassazione contro ordinanze di sequestro probatorio e' ammesso soltanto per violazione di legge o per motivazione del provvedimento del tutto carente; semplici censure di insufficient e contraddittorieta' sono inammissibili
  • La restituzione materiale dei dispositivi non elimina automaticamente la legittimita' del sequestro delle copie forensi; tuttavia chi impugna deve indicare in modo preciso e concreto l'interesse residuo all'esclusiva disponibilita' dei dati
  • Perche' un sequestro probatorio di dispositivi informatici sia legittimo e proporzionato e' necessario che il P.M. e il giudice motivino il nesso di pertinenzialita' tra i dispositivi e i reati oggetto d'indagine, collegandolo alle esigenze probatorie e investigativa
  • Il sequestro delle copie forensi deve essere delimitato (ad es. mediante chiavi di ricerca) e non indiscriminato; misure mirate e motivate rafforzano la legittimita' del provvedimento
  • La contestazione dell'insussistenza del reato a carico del destinatario del sequestro non esclude di per se' la necessita' di acquisire elementi dai suoi dispositivi quando questi siano collegati ad altri addebiti nell'indagine
  • Nelle impugnazioni e' importante specificare quale parte delle informazioni contenute nelle copie forensi si intende tutelare e per quale ragione la disponibilita' esclusiva e' necessaria; riferimenti generici alla privacy o all'intimita' non sono sufficienti

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