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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13114/2022 del 06/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Raucci ha impugnato la sentenza di condanna per violazioni del codice della strada (art.116 cds e art.187 commi 1 e 1-bis d.lgs. n.285/92) lamentando: 1) errata applicazione dell'art.116 cds, che a suo dire non sarebbe più reato quando si tratta di plurime contestazioni amministrative in breve arco temporale; 2) omissione delle circostanze attenuanti generiche e mancata applicazione dell'art.131-bis c.p.; 3) violazione dell'art.114 disp. att. c.p.p.; oltre a varie doglianze processuali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al reato di cui all'art.116 cds, ritenendo che tale fattispecie sia stata depenalizzata e trasformata in illecito amministrativo dal d.lgs. 15 gennaio 2016, n.8 (in vigore dal 6 febbraio 2016). Ha inoltre disposto la trasmissione degli atti al Prefetto di Udine ai sensi dell'art.9 del d.lgs. n.8/2016 e dell'art.224, comma 3, cds. Quanto al resto del ricorso (censure relative alle altre imputazioni e alle contestate omissioni motivazionali/ampie deduzioni difensive), la Cassazione lo ha dichiarato inammissibile perché meramente reiterativo delle argomentazioni già svolte in appello e non ha fornito il necessario confronto argomentato con le ragioni della sentenza impugnata, come richiesto dagli artt.581 e 591 c.p.p.; pertanto le condanne residue (ex art.187 commi 1 e 1-bis) sono rimaste confermate.

Norme richiamate

  • art.116, d.lgs. 30 aprile 1992, n.285 (Codice della Strada)

    La fattispecie penale prevista è stata trasformata in illecito amministrativo dalla successiva depenalizzazione (d.lgs. n.8/2016); quindi il fatto non è più previsto dalla legge come reato e la sentenza penale va annullata senza rinvio per tale capo di imputazione.

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n.8, art.1 e art.9

    L'art.1 ha depenalizzato determinate contravvenzioni del codice della strada (efficacia dal 6/2/2016). L'art.9 prevede l'obbligo di trasmettere gli atti all'autorità amministrativa competente (prefetto) in caso di annullamento della sentenza penale perché il fatto è divenuto illecito amministrativo.

  • art.187, commi 1 e 1-bis, d.lgs. n.285/1992

    Norma relativa alle prescrizioni sanzionatorie per guida in stato di alterazione (tra cui guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze): nel caso concreto le condanne relative a queste norme sono rimaste confermate dalla Cassazione.

  • art.224, comma 3, Codice della Strada

    Prevede la competenza del Prefetto per l'irrogazione delle sanzioni amministrative collegate alle violazioni del codice della strada; richiamato per disporre la trasmissione degli atti.

  • art.131-bis c.p.

    Norma sulle circostanze attenuanti equivalenti; il ricorrente lamentava la mancata applicazione, ma la Corte ha ritenuto la censura inammissibile perché non adeguatamente argomentata nel ricorso.

  • art.114 disp. att. c.p.p.

    Riferimento normativo processuale invocato dal ricorrente per vizi procedurali, ma la Cassazione ha ritenuto le relative censure prive di specifica e nuova argomentazione rispetto all'appello, dichiarandole inammissibili.

  • artt.581 e 591 c.p.p.

    Prevedono i requisiti di forma e contenuto del ricorso per cassazione: il motivo deve indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che lo sorreggono e contenere il necessario confronto con le argomentazioni della sentenza impugnata. La Corte ha applicato tali disposizioni per dichiarare inammissibili le censure meramente reiterative.

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez.4 n.6163/2017; Sez.4 n.27398/2018; Sez.4 n.45769/2016; Sez. U n.25457/2012 ecc.)

    Richiamate per affermare che, ai fini dell'aggravante della recidiva biennale, rileva la data del passaggio in giudicato della sentenza precedente (non le mere contestazioni non ancora decise) e per chiarire l'obbligo o meno di trasmettere atti all'autorità amministrativa a seguito di depenalizzazione, a seconda delle previsioni legislative transitorie.

Massime di principio

  • Se una norma penale viene depenalizzata e trasformata in illecito amministrativo, la sentenza penale relativa a quel fatto va annullata senza rinvio quando il fatto non è più previsto come reato.
  • Quando la legge di depenalizzazione prevede espressamente obblighi transitori (es. trasmissione degli atti), il giudice penale che annulla la sentenza per causa di non punibilità materiale deve trasmettere gli atti all'autorità amministrativa competente (es. Prefetto).
  • Per la valutazione della recidiva temporale ("recidiva nel biennio"), rileva il passaggio in giudicato della sentenza precedente e non le sole contestazioni ancora non definitivamente accertate.
  • I motivi di ricorso per cassazione devono articolare un confronto puntuale e specifico con la motivazione della sentenza impugnata (indicare ragioni di diritto e fatti); la mera ripetizione delle doglianze già svolte in appello è causa di inammissibilità.
  • Le doglianze sulla mancata concessione di circostanze attenuanti o sull'applicazione di norme attenuanti equivalenti (art.131-bis) richiedono adeguata motivazione e prova nel ricorso; altrimenti saranno ritenute inammissibili o infondate.
  • In casi complessi di depenalizzazione è fondamentale verificare le norme transitorie per stabilire se il giudice penale abbia l'obbligo di trasmettere gli atti all'autorità amministrativa o meno.

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