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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20526/2026 del 04/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza che aveva riconosciuto la continuazione per fatti giudicati con otto sentenze irrevocabili, contestando l'incompetenza del giudice dell'esecuzione che ha emesso il provvedimento impugnato. L'eccezione si fonda sul fatto che la sentenza del GIP del Tribunale di Napoli del 27/03/2018, divenuta irrevocabile per ultima, era stata successivamente riformata dalla Corte d'appello di Napoli il 23/10/2020 per uno dei coimputati (riconoscimento di continuazione esterna), sicché, ai sensi dell'art. 665 c.p.p., la competenza in executivis spettava alla Corte d'appello e non al giudice che ha emesso l'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che, in presenza di più provvedimenti irrevocabili emessi da giudici diversi, la competenza in executivis spetta al giudice che ha emesso l'ultimo provvedimento irrevocabile e che, se quest'ultimo è stato riformato in appello, la competenza è del giudice di appello (principio esteso ai coimputati per ragioni di unità dell'esecuzione). Ha quindi annullato l'ordinanza impugnata senza rinvio e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Napoli per quanto di competenza.

Norme richiamate

  • art. 665 cod. proc. pen.

    Stabilisce che, nel caso di pluralità di provvedimenti irrevocabili emessi da giudici diversi, la competenza in executivis spetta al giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo; il secondo comma prevede che se l'appello ha confermato o riformato non sostanzialmente la sentenza di primo grado la competenza resta del giudice di primo grado, altrimenti è del giudice di appello.

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 31946 del 04/07/2008 (Hincapie Zapata)

    Conferma che la competenza del giudice dell'esecuzione ha carattere funzionale, assoluto e inderogabile e che la nullità per incompetenza può essere rilevata d'ufficio in ogni stato e grado del procedimento.

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 24738 del 11/06/2008 (Peco)

    Ulteriore richiamo al principio della assolutezza della competenza in materia esecutiva e alla possibilità di rilevare la nullità d'ufficio.

  • Giurisprudenza - Sez. 1, n. 48933 del 11/07/2019 (Setale)

    Precisazione che, nei procedimenti con pluralità di imputati, la competenza del giudice di appello a provvedere in executivis si estende anche ai coimputati per i quali la sentenza di primo grado sia stata confermata, quando la riforma sostanziale riguarda altri imputati (es. dichiarazione di estinzione del reato o applicazione della continuazione).

Massime di principio

  • Quando vi sono più sentenze irrevocabili rese da giudici diversi, la competenza per l'esecuzione spetta al giudice che ha emesso l'ultima sentenza irrevocabile (art. 665 c.p.p.).
  • Se la sentenza 'ultima' è stata riformata in appello in modo sostanziale, la competenza per l'esecuzione passa alla Corte d'appello; ciò vale anche rispetto agli altri coimputati per garantire l'unitarietà dell'esecuzione.
  • La competenza del giudice dell'esecuzione è funzionale, assoluta e inderogabile: la sua violazione determina nullità che può essere rilevata d'ufficio in qualsiasi stato e grado del procedimento.
  • Prima di adottare provvedimenti esecutivi occorre verificare la cronologia delle irrevocabilità e l'esistenza di pronunce di gravame che abbiano riformato le sentenze; in caso di dubbio, gli atti vanno trasmessi alla Corte d'appello competente.
  • Nei procedimenti con più imputati, considerare sempre l'effetto delle decisioni di appello su singoli coimputati, perché una riforma sostanziale per uno può spostare la competenza in executivis sull'organo giudicante d'appello per tutti.

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