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Sentenza

Sentenza n. 394/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento - dell'informazione antimafia interdittiva prot. n. -OMISSIS- del 06.11.2020, emessa dal Prefetto della Provincia di Lecce, notificata il successivo 10.11.2020; - di ogni atto a questa presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto.

Giustizia amministrativa202001545

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: informazione antimafia interdittiva adottata dal Prefetto di Lecce il 6 novembre 2020

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato l’informazione antimafia interdittiva deducendo eccesso di potere e violazione di legge, con particolare riferimento agli artt. 84 e seguenti del d.lgs. n. 159/2011, travisamento dei presupposti di fatto e di diritto, carenza istruttoria, difetto di motivazione, violazione dei doveri di correttezza e buona amministrazione e violazione degli artt. 97 e 41 Cost. Nel corso del giudizio, la Prefettura ha depositato un’informazione antimafia liberatoria adottata nelle more in favore della società. Per tale sopravvenienza, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure rivolte contro l’informazione antimafia interdittiva. Il Collegio ha ritenuto decisiva la dichiarazione della ricorrente di aver perduto ogni interesse alla decisione, resa prima della trattazione della causa, in seguito all’adozione dell’informazione antimafia liberatoria. Secondo il TAR, il ricorrente dispone dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione e il giudice, non potendo sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire né procedere d’ufficio, deve dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state integralmente compensate, in considerazione della peculiarità della controversia, del comportamento processuale della ricorrente e dell’assenza di opposizione della difesa erariale.

Norme richiamate

  • artt. 84 e ss. d.lgs. 159/2011

    Normativa richiamata dalla ricorrente quale parametro di legittimità dell’informazione antimafia interdittiva; il giudice non ne ha esaminato l’applicazione concreta per l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato nell’epigrafe in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte interessata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento amministrativo favorevole, unitamente alla dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse quando la dichiarazione sia resa prima che la causa venga trattenuta per la decisione.
  • Nel processo amministrativo il ricorrente conserva la disponibilità dell’azione sino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione e può dichiarare la perdita dell’interesse alla pronuncia.
  • A fronte della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo non può procedere d’ufficio né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire, dovendo dichiarare l’improcedibilità del ricorso.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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