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Sentenza

Sentenza del 23/02/2021 n. 763 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di una cartella di pagamento relativa al diniego parziale di detrazioni fiscali per spese di ristrutturazione (art. 16‑bis TUIR). La controversia verteva sulla legittimità delle detrazioni riferite a più interventi indicati nei punti A–I del ricorso, soprattutto con riferimento alla trasmissibilità delle detrazioni in caso di decesso del titolare originario e alla requisito della "detenzione materiale e diretta" da parte dell'erede nonché sulla documentazione probatoria (fatture, specifiche dei subalterni, codice fiscale del condominio ecc.).

La decisione

La Commissione d'appello ha accolto l'appello principale dell'Ufficio e quindi ha ritenuto illegittime le detrazioni riconosciute in primo grado con riferimento ai punti C, E, F, G, H e I, perché l'erede non conservava la "detenzione materiale e diretta" degli immobili (parzialmente locati a terzi o riferibili a parti comuni/allo stabile intero). Ha inoltre ritenuto insufficienti le prove che limitassero i lavori al solo subalterno indicato per il punto C. Ha invece confermato la legittimità delle riprese operate dall'Ufficio nei confronti dei punti A, B e D, per carenza di documentazione (mancata produzione di idonea documentazione e mancata indicazione del codice fiscale del condominio). L'appello incidentale della contribuente è stato rigettato. La contribuente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio (euro 2.000 più 15% spese generali).

Norme richiamate

  • art. 16‑bis, co. 8 TUIR

    in caso di decesso dell'avente diritto alle detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica, lo stesso diritto si "trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene"

    La Commissione interpreta la norma nel senso che la detrazione è trasmissibile soltanto all'erede che abbia effettiva detenzione materiale e diretta dell'immobile oggetto degli interventi; se l'immobile è anche solo parzialmente locato o riguarda parti comuni non nella piena disponibilità dell'erede, il requisito non sussiste e la detrazione non si trasmette.

  • art. 2, co. 5 L. 289/2002 (richiamato)

    Richiamata come precedente normativa da cui è derivato il testo normativo oggi collocato nell'art. 16‑bis; conferma la scelta legislativa di limitare la trasmissibilità della detrazione all'erede che mantenga la detenzione materiale e diretta.

Massime di principio

  • La detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio spettante al de cuius si trasmette esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta dell'immobile: se l'immobile è locato anche solo in parte, normalmente il requisito non è soddisfatto e la detrazione non può essere trasferita.
  • È onere del contribuente (o dell'erede che pretende la detrazione) conservare e produrre documentazione chiara e specifica che attesti che i lavori riguardano esclusivamente la porzione di immobile nella sua disponibilità (es. indicazione del subalterno, fatture e pagamenti riferiti al subalterno interessato); in mancanza, l'Amministrazione può legittimamente riprendere le detrazioni.
  • Per lavori su parti comuni è necessaria la prova dell'effettiva disponibilità diretta dell'erede sulla parte oggetto d'intervento (es. codice fiscale del condominio, ripartizione spese, delibere), altrimenti la detrazione può essere disconosciuta.
  • La prassi amministrativa antece­dente che concedeva detrazione pro‑quota a più eredi non può prevalere sulla chiara previsione normativa che limita la trasmissione all'erede detentore materiale e diretto.
  • In sede giudiziaria viene applicato il principio che l'assenza di documentazione valida o di elementi probatori idonei porta al rigetto della richiesta di detrazione e alla conferma delle riprese operate dall'Ufficio; inoltre la parte soccombente può essere condannata alle spese di giudizio.

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