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Ordinanza

Ordinanza n. 3351/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della determinazione dirigenziale numero repertorio QC-OMISSIS-, numero protocollo QC-OMISSIS-notificata il 02/03/2026, con la quale era determinato “il diniego di assegnazione in regolarizzazione presentata dal sig. OMISSIS, per l’alloggio sito a Roma via -OMISSIS-, per il seguente motivo: il richiedente ha già beneficiato di un’assegnazione con contratto di locazione ad uso abitativo di data 13/06/1972 per l’alloggio oggetto di domanda (art. 12 comma 141 lettera b L.R. 1/2020; art. 11 comma 1 lettera d) L.R. 12/1999) da cui è decaduto con determinazione dirigenziale Prot.-OMISSIS-11/2011”.

Giustizia amministrativa202606079

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di assegnazione in regolarizzazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, la determinazione dirigenziale con cui Roma Capitale ha negato l’assegnazione in regolarizzazione dell’alloggio. Il diniego era motivato dal fatto che il richiedente aveva già beneficiato, per il medesimo alloggio, di un’assegnazione con contratto di locazione ad uso abitativo del 13 giugno 1972, dalla quale era decaduto con precedente determinazione dirigenziale. Il testo dell’ordinanza non espone ulteriori motivi di ricorso né specifiche censure di violazione di legge, incompetenza o eccesso di potere.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito la legittimità del diniego e non ha concesso né negato espressamente la sospensione dell’atto sulla base di una valutazione di fumus boni iuris e periculum in mora. Ha ritenuto che le esigenze cautelari fossero adeguatamente tutelabili mediante la sollecita definizione del giudizio di merito e ha fissato l’udienza pubblica del 13 ottobre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti. È stato inoltre disposto l’oscuramento delle generalità del ricorrente e dei dati idonei a identificare l’immobile.

Norme richiamate

  • art. 12, comma 141, lett. b), l.r. 1/2020

    il richiedente ha già beneficiato di un’assegnazione con contratto di locazione ad uso abitativo

    Richiamato dall’amministrazione quale base normativa del diniego di assegnazione in regolarizzazione.

  • art. 11, comma 1, lett. d), l.r. 12/1999

    il richiedente ha già beneficiato di un’assegnazione con contratto di locazione ad uso abitativo

    Richiamato dall’amministrazione quale ulteriore base normativa del diniego, in relazione alla precedente assegnazione e alla decadenza.

  • art. 55 c.p.a.

    Richiamato per la trattazione della domanda cautelare; il giudice ha ritenuto sufficiente la sollecita fissazione dell’udienza di merito.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità e dei dati identificativi del ricorrente e dell’immobile.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando le esigenze cautelari possono essere adeguatamente tutelate mediante la sollecita definizione del giudizio di merito, il giudice amministrativo può fissare rapidamente l’udienza pubblica senza procedere alla sospensione cautelare dell’atto impugnato.
  • La fissazione sollecita dell’udienza di merito costituisce una misura di tutela cautelare alternativa alla sospensione dell’efficacia del provvedimento, quando il differimento della decisione non risulti necessario per evitare un pregiudizio durante il tempo occorrente per il giudizio.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblica
RamiEdilizia
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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