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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25312/2022 del 04/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che aveva disposto la restituzione dell'autocarro ma aveva confermato il sequestro di 26.000 litri di alcool trasportato, ritenendone la provenienza illecita in quanto i documenti di viaggio non consentivano di individuare i destinatari ai sensi dell'art. 49 d.lgs. 504/1995. Gli accertamenti tecnici avevano invece rilevato che l'alcool era per uso industriale ed esente da accise. Il ricorrente contestava la sussistenza del corpus delicti, la mancata relazione di immediatezza tra bene e illecito, rilevando la buona fede e l'estraneità personale, e denunciava l'erronea qualificazione come reato di violazioni di carattere amministrativo attribuite alla destinataria del trasporto (Europa Auto s.r.l.s.).

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per tardività: l'ordinanza era depositata il 21/12/2021, l'avviso di deposito comunicato il medesimo giorno, ma il ricorso è stato presentato presso la cancelleria di un altro Tribunale (Foggia) il 28/12/2021 e pervenuto alla cancelleria competente solo il 10/01/2022, oltre il termine di 15 giorni previsto dall'art. 585 c.p.p. Per tale ragione le doglianze di merito non sono state esaminate. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504/1995

    Prevede una presunzione di provenienza illecita della merce trasportata, anche se destinata a uso esente o agevolato, quando i documenti di viaggio sono falsi, alterati o non consentono l'individuazione dei destinatari; tale ipotesi è punita con la medesima pena prevista per la sottrazione dell'accisa

  • d.lgs. n. 504/1995

    Individua la fattispecie di reato relativa alle violazioni sulle accise che può comportare confisca del prodotto

  • codice di procedura penale

    art. 585 comma 1 lett. a) e comma 2

    Stabilisce il termine per proporre il ricorso cautelare per cassazione (15 giorni dalla comunicazione o notifica dell'avviso di deposito dell'ordinanza) e la decorrenza del termine

  • codice di procedura penale

    Prevede la condanna alle spese e l'onere del versamento alla Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

  • Cassazione penale, Sez. Un., n.1626/2020 (Bottari)

    Principio per cui il ricorso cautelare deve essere depositato esclusivamente presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione e la presentazione ad ufficio diverso comporta il rischio che la data rilevante sia quella in cui l'atto perviene all'ufficio competente

  • Corte Costituzionale

    sent. 13 giugno 2000, n.186

    Richiamata in tema di valutazione di eventuale buona fede o colpa nella determinazione della causa di inammissibilità

Massime di principio

  • Un ricorso cautelare per cassazione deve essere proposto entro 15 giorni dalla comunicazione dell'avviso di deposito e presentato presso la cancelleria del tribunale che ha emesso l'ordinanza; la presentazione ad ufficio diverso può rendere il ricorso tardivo se la trasmissione al competente avviene oltre il termine
  • La tardività del ricorso comporta l'inammissibilità e impedisce l'esame del merito; ne possono derivare condanne alle spese e ammende
  • Anche se gli accertamenti tecnici dimostrano che una merce è destinata a uso esente da accise, la merce può comunque essere ritenuta di provenienza illecita e sequestrata se i documenti di viaggio risultano falsi, alterati o non consentono di individuare destinatari, ai sensi dell'art. 49 d.lgs. 504/1995
  • La buona fede del conducente o del proprietario può costituire elemento di difesa, ma occorre provarla; l'esistenza di irregolarità nella compilazione dei documenti da parte del destinatario o mittente non esclude automaticamente la rilevanza penale della vicenda
  • Occorre distinguere tra violazioni amministrative del trasporto internazionale e fatti che integrano presunzioni di provenienza illecita: la mera irregolarità amministrativa non sempre impedisce misure cautelari quando sussistono indizi di illeciti fiscali o documentali
  • In situazioni simili è essenziale curare tempestività e corretto luogo di deposito degli atti processuali e documentare la posizione di terzi in buona fede con elementi probatori precisi per ottenere la restituzione dei beni sequestrati

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