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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40739/2025 del 18/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende; la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di cui all'art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

impugnazione della decisione cautelare in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza e all'individuazione del ruolo dell'indagato (Castelluccio), con contestazione dell'apprezzamento del primo giudice circa l'attendibilità delle fonti, la rilevanza delle conversazioni captate e la sussistenza di un contributo concorsuale. Il Tribunale d'appello ha esaminato puntualmente le divergenze rispetto al primo giudice, ha valutato il tenore del dialogo intercettato (individuando il ruolo di intermediario di Castelluccio e la sua identificazione), e ha richiamato ulteriori riscontri in altri atti di indagine, fornendo una motivazione ampia e articolata che ha superato le valutazioni precedenti.

Norme richiamate

  • Cass. Sez. 2, n. 27866 del 17/06/2019 (Mazzelli)

    principio secondo cui la verifica della legittimità in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza non concerne la ricostruzione dei fatti né l'apprezzamento sulla attendibilità delle fonti, che restano di competenza del giudice di merito

  • Cass. Sez. F, n. 47748 del 11/08/2014 (Contarini)

    supporta il principio che il sindacato sulla valutazione delle prove materiali e delle fonti è rimesso al giudice di merito

  • Cass. Sez. U, n. 22471 del 26/02/2015 (Sebbar)

    stabilisce che l'interpretazione e la valutazione del contenuto delle conversazioni intercettate rientrano nell'esclusiva competenza del giudice di merito

  • Cass. Sez. 3, n. 44938 del 05/10/2021 (Gregoli)

    ribadisce il principio di deferenza del giudice di legittimità alle valutazioni probatorie del giudice di merito, salvo vizio motivazionale

  • art. 28 reg. esec. cod. proc. pen.

    disposizione procedurale che impone alla cancelleria specifici adempimenti esecutivi a seguito della pronuncia

Massime di principio

  • La Corte di legittimità non sostituisce il proprio giudizio di merito alla valutazione probatoria del giudice di merito: sindaca solo eventuali vizi di motivazione o violazioni di legge
  • L'interpretazione e la valutazione del contenuto delle conversazioni intercettate spettano primariamente al giudice di merito; per impugnare efficacemente tale valutazione bisogna dimostrare errori nella motivazione o nella metodologia valutativa
  • Per ottenere l'accoglimento di un ricorso contro una decisione cautelare è necessario che il ricorrente metta in evidenza lacune, contraddizioni o insufficienze nella motivazione del giudice che giustifichino la revisione
  • Un provvedimento d'appello sorretto da un percorso motivazionale circostanziato e che confronta le valutazioni del primo giudice è destinato a essere confermato in sede di legittimità
  • Ricorsi manifestamente infondati o inammissibili possono comportare la condanna alle spese processuali e l'irrogazione di sanzioni pecuniarie a carico del ricorrente
  • Nelle questioni cautelari è essenziale documentare in maniera precisa in quale punto la valutazione del primo giudice sarebbe viziata e perché tale vizio inciderebbe sulla legittimità della misura

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