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Sentenza

Sentenza n. 2444/2026 - Palermo, Sezione 4

Giustizia amministrativa202502579

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all’esecuzione della sentenza del Tribunale di Trapani che aveva riconosciuto il diritto all’accredito di 500 euro per la carta del docente relativa all’anno scolastico 2022/2023

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a., chiedendo l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Trapani n. 245/2024, passata in giudicato il 27 dicembre 2025, che aveva condannato l’amministrazione all’accreditamento in suo favore della somma di 500 euro a titolo di carta del docente per l’anno scolastico 2022/2023. Il Ministero si è costituito chiedendo il parziale rigetto della domanda, sostenendo che il titolo giudiziale non contenesse alcuna statuizione sugli interessi. Il TAR ha verificato l’ammissibilità dell’ottemperanza a una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato e il rispetto del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. 669/1996, rilevando che la sentenza era stata notificata all’amministrazione il 14 agosto 2024 e che il ricorso era stato notificato e depositato il 29 dicembre 2025. La ricorrente aveva inoltre chiesto la corresponsione degli interessi sulla somma capitale, ritenendo che fossero compresi nella sentenza da eseguire.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato quanto all’inadempimento dell’amministrazione, ordinando al Ministero di dare esecuzione al giudicato mediante l’accreditamento della somma di 500 euro spettante a titolo di carta del docente entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, se anteriore. La domanda relativa agli interessi è stata respinta, poiché la sentenza del Tribunale di Trapani non conteneva alcuna statuizione su tale accessorio e il giudice dell’ottemperanza non può estendere il contenuto del titolo esecutivo oltre quanto da esso giudicato. In caso di ulteriore inadempimento, è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega e con termine ulteriore di 60 giorni decorrente dall’istanza della parte interessata. Il commissario opera senza compenso ulteriore, in applicazione analogica dell’art. 5-sexies, comma 8, della l. 89/2001. Le spese sono state compensate in ragione dell’accoglimento solo parziale del ricorso.

Norme richiamate

  • artt. 112 e ss. c.p.a.

    Il giudizio di ottemperanza è ammissibile per ottenere l’esecuzione delle sentenze passate in giudicato, comprese quelle del giudice ordinario.

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    è ammissibile il giudizio di ottemperanza per le sentenze del giudice ordinario passate in cosa giudicata

    La disposizione consente di azionare davanti al giudice amministrativo l’ottemperanza di una sentenza del giudice ordinario divenuta irrevocabile.

  • art. 14 d.l. 669/1996

    termine dilatorio di 120 giorni

    L’azione esecutiva nei confronti dell’amministrazione è proponibile dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.

  • art. 5-sexies, comma 8, l. 89/2001

    senza ulteriore compenso in virtù del principio della onnicomprensività della retribuzione dirigenziale

    La regola sull’assenza di compenso ulteriore per il commissario ad acta, prevista per i giudizi di ottemperanza relativi ai decreti emessi ai sensi della l. 89/2001, può essere applicata analogicamente anche ad altre condanne al pagamento di somme di denaro.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Costituisce il fondamento normativo del beneficio economico oggetto della sentenza da eseguire.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza davanti al giudice amministrativo è ammissibile per ottenere l’esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, quando l’amministrazione non abbia spontaneamente adempiuto al comando giudiziale.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve mantenersi entro i limiti oggettivi del giudicato e non può riconoscere somme, interessi o altri accessori non contemplati dal titolo esecutivo.
  • Per l’esecuzione coattiva di una condanna pecuniaria nei confronti di una pubblica amministrazione deve essere rispettato il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. 669/1996, decorrente dalla notificazione del titolo esecutivo.
  • In caso di persistente inadempimento dell’amministrazione, il giudice dell’ottemperanza può nominare un commissario ad acta, anche già nella sentenza, attribuendogli il compito di compiere gli atti necessari all’esecuzione entro un termine ulteriore.
  • La regola per cui il commissario ad acta non percepisce un compenso ulteriore, prevista dall’art. 5-sexies, comma 8, della l. 89/2001 per specifici giudizi di ottemperanza, può essere applicata analogicamente alle altre condanne al pagamento di somme di denaro quando il commissario sia un dirigente pubblico la cui retribuzione è omnicomprensiva.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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