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Sentenza

Sentenza del 19/01/2024 n. 2058 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Disputa sulla validità di un invito di pagamento per TARI relativo all'anno 2017 emesso da Veritas Spa per aree portuali detenute da Sorima nel Porto di Chioggia (Terminal Val da Rio). Sorima contestava la pretesa sostenendo che il Comune di Chioggia non aveva il potere impositivo sulle aree portuali essendo competenti le Autorita di Sistema Portuale, che il Comune/Veritas non effettuavano il servizio di raccolta in quell'area e che Sorima produceva rifiuti speciali e non rifiuti urbani.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso di Veritas e confermato la sentenza d'appello favorevole a Sorima. La Corte ha ritenuto impugnabile l'invito di pagamento, ha affermato che la normativa attribuisce alle Autorita portuali (ora Autorita di Sistema Portuale) la competenza esclusiva per la gestione e raccolta dei rifiuti nelle aree portuali e che, di conseguenza, il Comune e la società Veritas erano privi del potere impositivo relativo alla TARI per quelle aree. Per effetto di tale mancanza di potere impositivo, sono irrilevanti le questioni sulla natura dei rifiuti prodotti da Sorima o su eventuali omissioni dichiarative della stessa. Il ricorso di Veritas è stato rigettato e la società condannata alle spese.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 - art. 19

    prescrive l'elencazione tassativa degli atti impugnabili nel processo tributario

    La Corte conferma che l'elencazione e tassativa ma ammette un'interpretazione estensiva: atti non espressamente elencati possono essere impugnati quando comunicano al contribuente una pretesa tributaria chiaramente individuata.

  • Legge 28 gennaio 1994, n. 84 - art. 6, comma 1, lett. c

    Attribuisce alle Autorita portuali la competenza su servizi di interesse generale forniti agli utenti portuali, comprendendo i servizi di pulizia e raccolta rifiuti; quindi tali attivita esulano dalla privativa comunale.

  • D.M. Trasporti e della Navigazione 14 novembre 1994 - art. 1

    Identifica espressamente tra i servizi portuali di interesse generale la pulizia e raccolta dei rifiuti e attività connesse, confermando la competenza delle Autorita portuali in materia.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507 - art. 62, comma 5

    Esclude dalla tassa locali e aree per i quali non sussiste l'obbligo di conferimento dei rifiuti in regime di privativa comunale per effetto di norme legislative o regolamentari; utilizzata per sostenere che aree affidate alle Autorita portuali non sono soggette a tassazione comunale.

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 - art. 21, comma 8

    Ribadisce, nell'individuare le competenze comunali in materia di rifiuti, la salvezza delle disposizioni riferite alle Autorita portuali, confermando la competenza speciale delle stesse.

  • Decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169 (evoluzione verso Autorita di Sistema Portuale)

    Ha riorganizzato le Autorita portuali in Autorita di Sistema Portuale (ADSP) e identifica l'ADSP del mare Adriatico Porti di Venezia e Chioggia; la Corte ritiene che la formale istituzione dell'ADSP comporti l'attribuzione della competenza normativa senza bisogno di attendere ulteriori adempimenti per considerare operativa la competenza.

  • Legge 11 dicembre 2016, n. 232 / Legge 11 dicembre 2016, n. 232 L.147/2013 - art. 1, comma 642

    Citata dalla parte ricorrente in relazione alla suscettibilita delle aree a produrre rifiuti; la Corte non ha ritenuto decisiva tale norma rispetto alla questione primaria sulla competenza impositiva.

  • Norme di giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Richiamati vari precedenti che stabiliscono: a) la possibilita di impugnare atti non tipici se comunicano una pretesa tributaria; b) la competenza delle Autorita portuali sulla gestione dei rifiuti in ambito portuale esclude il potere impositivo comunale; c) il potere impositivo trova la sua fonte nella legge e non puo derivare dallo svolgimento di fatto del servizio da parte del Comune.

Massime di principio

  • Un invito di pagamento o fattura emessa dal gestore del servizio rifiuti puo essere impugnata davanti alla giurisdizione tributaria anche se non rientra nell'elenco tassativo dell'art. 19 D.Lgs. 546/1992, quando contenga una pretesa tributaria chiaramente individuata.
  • Nelle aree portuali la gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e competenza delle Autorita portuali/Autorita di Sistema Portuale: conseguentemente il Comune (e i suoi gestori) sono privi del potere impositivo per la TARI su quelle aree.
  • La formale istituzione dell'Autorita di Sistema Portuale attribuisce la competenza prevista dalla legge; non e necessario dimostrare una separate o aggiuntiva 'operativita' formale perche il potere impositivo municipale sia escluso, salvo che profili fattuali specifici dimostrino il contrario.
  • Se manca del tutto il potere impositivo dell'ente che ha richiesto la tassa, le contestazioni sulla qualifica dei rifiuti (urbani vs speciali) o su eventuali omissioni dichiarative del contribuente sono irrilevanti ai fini dell'an debeatur.
  • In sede di gravame e consentito al contribuente proporre nuove prospettazioni giuridiche attinenti all'an debeatur, purché non alterino l'oggetto sostanziale della controversia; cioe il contribuente puo rimodulare la propria difesa sul medesimo petitum.

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