Cassazione Penale, Sentenza n. 14304/2022 del 13/04/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di Appello di Catania che confermava la condanna per tentata rapina aggravata (colpita con una pietra la vittima Anegelova Elena per sottrarle la borsa). Il ricorso per cassazione denunciava: 1) vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche; 2) violazione di legge per la mancata declaratoria della prescrizione del reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il diniego delle circostanze attenuanti generiche fosse adeguatamente motivato in relazione alla personalità negativa dell'imputato e alle modalità particolarmente gravi di esecuzione del reato (sufficiente anche un solo elemento rilevante ai sensi di art. 133 cod. pen.). Ha inoltre ritenuto che la prescrizione non fosse maturata: il termine massimo di prescrizione è stato calcolato in 16 anni e 8 mesi (termine base per il tentativo ex artt. 56 e 628, comma 3 n.1 = 13 anni e 4 mesi, aumentato di un quarto ex art. 161 = 3 anni e 4 mesi) e la data del reato (13/04/2011) non determina la sua estinzione alla data della decisione. Per effetto della declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 133 cod. pen.
Consente al giudice di valutare le circostanze attenuanti generiche anche concentrandosi su un solo elemento predominante della personalità del colpevole o delle modalità del reato; tale valutazione è stata ritenuta sufficiente per negare l'attenuante.
art. 56 cod. pen.
Disciplina il tentativo; utilizzata per determinare la pena ed il termine di prescrizione applicabile al reato tentato.
art. 628, comma 3, n.1 cod. pen.
Individua la fattispecie di rapina aggravata rilevante per il calcolo della pena base da cui partire per la prescrizione nel caso di tentativo.
art. 161 cod. pen.
Prevede l'aumento di pena di un quarto per il reato tentato, applicato anche ai fini del computo del termine massimo di prescrizione.
art. 616 cod. proc. pen.
Prevede la condanna alle spese processuali a carico del ricorrente in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso; qui ha comportato anche la condanna al pagamento in favore della Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Per il riconoscimento o diniego delle circostanze attenuanti generiche il giudice può fondarsi anche su un singolo elemento rilevante tra quelli indicati dall'art. 133 cod. pen.; non è necessario analizzare esaustivamente tutti gli elementi se uno solo risulta decisivo.
- Le modalità di commissione del reato e i profili della personalità negativa possono giustificare il diniego dell'attenuante generica, specialmente quando il comportamento è ritenuto particolarmente grave.
- Nel calcolo della prescrizione per un reato tentato va considerato il termine base previsto per la fattispecie piena e poi l'aumento previsto per il tentativo (art. 161), con conseguente aumento del termine estintivo.
- Un ricorso per cassazione privo di specifiche e concrete doglianze sulla motivazione o sul calcolo giuridico della prescrizione è destinato ad essere dichiarato inammissibile.
- La dichiarazione di inammissibilità comporta rischi economici per il ricorrente: condanna alle spese processuali e possibile corresponsione di una somma alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.
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