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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28997/2022 del 21/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Calvani impugna l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile per tardività l'opposizione al decreto penale di condanna n. 657/2016. Il ricorrente deduce che la notifica del decreto all'indagato è avvenuta con consegna della raccomandata all'imputato solo il 12/01/2017 (documentazione prodotta: consegna effettiva 16/01/2017 indicata negli atti), mentre l'opposizione è stata proposta il 26/01/2017, dunque entro i termini. Contesta che il GIP abbia considerato la data di presa in carico da parte dell'UNEP di Firenze come termine iniziale per il decorso, anziché la data di effettiva consegna all'imputato.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso ritenendolo fondato: l'ordinanza impugnata è stata erroneamente motivata perché ha considerato la data di consegna della raccomandata all'UNEP e non la data di notifica all'imputato. La Corte richiama l'orientamento secondo cui l'opposizione al decreto penale ha natura di impugnazione e perciò, ai fini della decorrenza del termine, rileva la data di notifica all'imputato. L'ordinanza è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al GIP presso il Tribunale di Pisa per l'ulteriore corso.

Norme richiamate

  • art. 388 cod. pen., comma 6

    art. 388, comma 6, cod. pen.

    Norma sostanziale relativa al reato per il quale è stato emesso il decreto penale; citata come riferimento della fattispecie oggetto del decreto ma non oggetto di valutazione sulla tardività dell'opposizione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma utilizzata per la sintesi dei motivi di ricorso presentati in Cassazione; regola modalità e limiti nella esposizione dei motivi.

  • artt. 582 e 583 cod. proc. pen.

    artt. 582 e 583 cod. proc. pen.

    La Corte afferma che l'opposizione al decreto penale ha natura di impugnazione e pertanto sono applicabili le forme previste da questi articoli, con la conseguenza che il termine per proporre l'impugnazione decorre dalla notifica del provvedimento all'imputato.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 35431 del 20/05/2021 (Dessena)

    Sez. 3, n. 35431 del 20/05/2021

    Orientamento consolidato che qualifica l'opposizione al decreto penale come impugnazione e conferma che per la decorrenza del termine rileva la notifica all'imputato.

Massime di principio

  • L'opposizione al decreto penale di condanna ha natura di impugnazione: ai fini del termine rileva la data di notifica all'imputato, non la data di deposito o presa in carico da parte dell'ufficio (UNEP).
  • Se la parte produce documentazione dalla quale risulta la data effettiva di consegna della raccomandata all'imputato, il giudice deve valutare il termine sulla base di tale data e non su quella di registrazione amministrativa dell'ufficio.
  • In presenza di errore evidente del giudice che calcola la decorrenza del termine su dati relativi all'UNEP e non sulla notifica al destinatario, l'ordinanza può essere annullata senza rinvio quando la correzione è immediatamente determinabile.
  • È opportuno conservare e allegare sempre le prove di avvenuta consegna della raccomandata (ricevute, attestazioni di consegna) per contestare eventuali contestazioni di tardività.
  • Le questioni processuali riguardanti la tempestività dell'impugnazione si risolvono secondo i criteri tipici delle impugnazioni (artt. 582-583 c.p.p.), quindi con attenzione alla forma e al termine decorrente dalla notifica all'imputato.
  • In casi simili, se il contrasto riguarda esclusivamente la determinazione della data da cui decorre il termine, è possibile ottenere l'annullamento del provvedimento impugnato e la rimessione degli atti al giudice competente per il prosieguo.

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