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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18139/2025 del 14/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto del riesame avverso la convalida della perquisizione e del sequestro. Il ricorrente contestava, per violazione di legge e vizio di motivazione, la legittimità del sequestro degli apparecchi di comunicazione elettronici (salvo un telefono ritenuto rubato) e del denaro rinvenuto, sostenendo che non era stata adeguatamente dimostrata la pertinenza di tali cose al reato né le concrete finalità probatorie del loro sequestro.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso parzialmente. Ha confermato la legittimità del sequestro degli apparecchi di comunicazione (salvo il telefono già qualificato come provento di furto) e di altri oggetti ritenuti pertinenti in relazione all'ipotesi di detenzione a fini di spaccio, ritenendo congrua la motivazione del Tribunale sul punto (necessità di accertare contatti con fornitori e acquirenti). Ha invece ritenuto inesaurientemente motivate le esigenze probatorie rispetto alla somma di denaro sequestrata (salvo la banconota palesemente falsificata), non essendo stato indicato come il danaro potesse concretamente servire a individuare acquirenti o altre utilità probatorie. Perciò l'ordinanza impugnata è stata annullata limitatamente al sequestro del denaro e la causa è stata rinviata al Tribunale di Firenze, in diversa composizione, per nuovo esame; il ricorso è stato rigettato per il resto.

Norme richiamate

  • Cass. pen., Sez. II, 15 novembre 2023, n. 46130 (richiamata)

    Richiamato il principio che il sequestro probatorio è finalizzato all'acquisizione di elementi utili per le indagini e che la motivazione deve specificare non solo la qualificazione materiale delle cose (corpo del reato o cose pertinenti) ma anche le concrete finalità probatorie perseguite con l'apposizione del vincolo

Massime di principio

  • Il sequestro probatorio richiede una motivazione specifica e circostanziata: non basta indicare la categoria materiale dell'oggetto (corpo del reato o cosa pertinente), bisogna spiegare le concrete finalità istruttorie perseguite con il vincolo.
  • In ipotesi di detenzione a fini di spaccio, il sequestro degli apparecchi di comunicazione è generalmente giustificato per accertare contatti con fornitori o acquirenti; la motivazione deve però collegare esplicitamente gli apparecchi a tali esigenze investigative.
  • Il sequestro del denaro richiede un giustificato nesso probatorio (ad es. provento del reato, strumento per ricostruire transazioni, elementi che possano identificare acquirenti/fornitori). La mera detenzione di somme non prova automaticamente tale nesso.
  • Deroga: banconote palesemente false o altri elementi che costituiscono reato in sé possono legittimare il sequestro indipendentemente dal collegamento diretto con lo spaccio.
  • Se il giudice del riesame (o il PM) non espone adeguatamente le finalità probatorie per ciascun bene sequestrato, la Corte può annullare parzialmente l'atto e rinviare per un nuovo esame limitato agli elementi non sufficientemente motivati.
  • Per la difesa: impugnare chiedendo la restituzione degli oggetti la cui pertinenza non è adeguatamente motivata; per l'accusa: documentare specificamente per ogni tipo di bene quale prova si intende acquisire e come essa è funzionale alle indagini.

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