Sentenza n. 1991/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Deliberazione della Giunta comunale n. 18 del 7 febbraio 2023 e relazione presupposta, concernenti la delimitazione cartografica e la più precisa individuazione degli ambiti territoriali delle sedi farmaceutiche comunali
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Le ricorrenti, titolari di farmacie nel territorio comunale, sostenevano che la deliberazione n. 18/2023 non si fosse limitata a rappresentare graficamente le sedi farmaceutiche già istituite con la deliberazione n. 45/2012, ma avesse modificato sostanzialmente la distribuzione territoriale delle farmacie, incidendo sull’assetto concorrenziale. Deducevano quindi che si trattasse di una revisione della pianta organica adottata senza i presupposti e le garanzie previste dalla disciplina di settore, lamentando violazione dell’art. 2 della legge n. 475/1968, difetto di istruttoria e motivazione, omissione dei pareri prescritti, travisamento dei fatti ed eccesso di potere. Invocavano inoltre la violazione del giudicato formatosi sulla sentenza del Consiglio di Stato n. 7579/2019. La controinteressata chiedeva il rigetto, sostenendo che l’atto avesse soltanto colmato una lacuna della precedente pianificazione mediante la rappresentazione grafica e la delimitazione più precisa delle zone, senza mutare numero o consistenza delle sedi.
La decisione
Il TAR ha respinto l’istanza della controinteressata di riunione con il ricorso R.G. n. 207/2025: la connessione derivante dalla vicenda amministrativa comune non impone la riunione, poiché i giudizi riguardano atti diversi, adottati in procedimenti temporalmente e giuridicamente distinti, e il presente ricorso può essere definito senza esaminare l’atto oggetto dell’altro giudizio. Non ha esaminato nel merito le censure contro la deliberazione del 2023. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché successivi interventi amministrativi hanno superato e sostituito il quadro regolatorio contestato; l’eventuale annullamento della deliberazione impugnata non procurerebbe quindi alle ricorrenti un’utilità concreta e attuale. Spese integralmente compensate in ragione della peculiarità della vicenda e della natura sopravvenuta della causa di definizione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Sussistono, conseguentemente, i presupposti per la declaratoria di improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), del codice del processo amministrativo.
La sopravvenuta perdita dell’interesse concreto e attuale alla decisione, perché l’atto contestato è stato superato e sostituito da successivi interventi amministrativi, comporta l’improcedibilità del ricorso ai sensi della disposizione.
Massime di principio
- L’interesse a ricorrere deve permanere per tutta la durata del giudizio e fino alla decisione; viene meno quando, per sopravvenienze amministrative che abbiano superato e sostituito l’assetto contestato, l’eventuale annullamento non può più procurare al ricorrente un’utilità concreta, attuale e giuridicamente apprezzabile.
- La connessione oggettiva tra controversie non rende obbligatoria la riunione dei ricorsi: la riunione è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice in funzione dell’economia processuale e può essere esclusa quando i giudizi hanno a oggetto atti diversi, adottati in procedimenti distinti, e uno di essi può essere definito autonomamente.
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