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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11085/2022 del 28/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida del Daspo (provvedimento del Questore del 21/08/2021, notificato il 30/08/2021) per due motivi: 1) violazione del diritto di difesa per insufficiente tempo concesso per depositare memorie e deduzioni prima della convalida del GIP (si sostiene che non sia stato rispettato il termine minimo di 48 ore previsto dalla giurisprudenza in relazione all'art. 6 L. 401/1989 e art. 178 c.p.p.); 2) vizio di motivazione e difetto del principio di gradualita/proporzionalita in relazione alla durata di 6 anni della misura, senza adeguata motivazione circa la congruità della durata rispetto al minimo legislativo

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato sul primo motivo (violazione del termine a difesa). Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha dichiarato l'inefficacia del provvedimento del Questore del 21/08/2021 limitatamente all'obbligo di presentazione personale. Il secondo motivo è stato assorbito. La decisione si fonda sulla mancata certezza, dagli atti, della tempestivita della convalida rispetto al termine di 48 ore e sul principio che l'inosservanza del termine a difesa integra un vizio radicale

Norme richiamate

  • legge 401/1989, art. 6

    Prevvede la procedura di prescrizione dell'obbligo di presentazione e la necessita di convalida giudiziale; interpretata alla luce della giurisprudenza come collegata al termine di 48 ore utile per le difese

  • codice di procedura penale, art. 178, lett. c)

    Garantisce il diritto di difesa e il contraddittorio; l'inosservanza del termine a difesa previsto da tale norma integra un errore in procedendo che rende nullo l'atto di convalida

  • legge 241/1990, artt. 3 e 10

    Richiamate in relazione all'obbligo di motivazione e al principio di trasparenza; contestazione relativa al difetto di motivazione sulla congruità della durata della sanzione

  • giurisprudenza costituzionale e di legittimità (Corte Cost. n.144/1997 e pronunce di Cassazione citate)

    Principio consolidato secondo cui un termine inferiore rende impossibile l'esercizio del diritto di difesa e che l'incertezza sulla tempestivita dell'atto giudiziario comporta la caducazione della misura

Massime di principio

  • Se un Daspo viene notificato, il destinatario deve avere un termine adeguato (in pratica almeno 48 ore) per depositare memorie prima della convalida giudiziale; la mancata concessione o l'incertezza temporale sulla convalida può determinare l'annullamento
  • L'assenza di un orario certo della convalida negli atti può essere motivo sufficiente per la caducazione della misura in tema di libertà personale
  • La mancata motivazione sulla congruità della durata della misura (principio di gradualita e proporzionalita) è un profilo censurabile, ma può rimanere assorbito se il ricorso ha successo su vizi procedurali sostanziali
  • La violazione del termine a difesa costituisce errore in procedendo di portata radicale e può comportare annullamento senza rinvio e decadenza degli obblighi imposti
  • In casi simili controllare sempre data e ora di notifica del provvedimento e data/ora della convalida: la certezza formale di tali elementi è cruciale per la validita della misura
  • Anche se viene annullato l'obbligo di presentazione, il divieto di accesso agli impianti sportivi puo' rimanere efficace se non specificamente censurato e va valutato separatamente

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