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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41011/2023 del 09/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che, in esito al rinvio deciso dalla Corte di Cassazione, aveva escluso la continuazione tra il reato più grave giudicato in Italia e il reato ritenuto satellite giudicato con sentenza francese riconosciuta in Italia. Il ricorrente deduce violazione del principio dell'intangibilità del giudicato e dell'art. 648 c.p.p., sostenendo che la continuazione era già stata riconosciuta con sentenza di merito passata in giudicato e che la pena francese era stata integralmente espia ta, con conseguente illegittima reformatio in pejus.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto coerente l'operato della Corte territoriale, che aveva escluso la continuazione per la parte relativa al giudicato estero ritenendo applicata una pena illegale (emessa in carenza di giurisdizione) poiché il vincolo di continuazione non rientra tra le finalità del riconoscimento delle sentenze penali straniere ai sensi dell'art. 12 c.p. La difesa non ha fornito allegazioni o prove circa l'espiazione integrale della pena francese né ha confutato l'orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità; pertanto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • DPR 309/90, art. 74

    Norma richiamata quale riferimento al reato nazionale (stupefacenti) giudicato in Italia; utilizzata per individuare il delitto "di riferimento" ai fini del giudizio sulla continuazione

  • Codice penale, art. 81 (comma secondo?)

    Norma richiamata in relazione alla determinazione della continuazione e alla sommazione delle pene; la Corte ha ritenuto illegittima l'applicazione di una quota di pena ex art.81 derivante dal giudicato estero quando la sentenza straniera è riconosciuta ai soli effetti di cui all'art.12 c.p.

  • Codice penale, art. 12

    art. 12, comma primo, cod. pen.

    Stabilisce le finalità e i limiti del riconoscimento delle sentenze penali straniere; la Corte ha interpretato che il vincolo della continuazione non rientra tra le finalità per le quali è consentito il riconoscimento

  • D.Lgs. 12 maggio 2016, n. 73, art. 3

    art. 3, d. lgs. 12 maggio 2016, n. 73

    La Corte ha osservato che tale norma, pur estendendo la valutazione anche alle sentenze straniere non riconosciute nell'ambito di procedure di assistenza giudiziaria, non supera i limiti indicati dall'art.12 in ordine alle finalità del riconoscimento (quindi non consente la continuazione "in executivis")

  • Codice di procedura penale, art. 648

    Norma richiamata dal ricorrente in tema di intangibilità del giudicato; la Corte ha ritenuto la censura inammissibile perché basata su allegazioni non provate e in contrasto con l'orientamento consolidato sulla non applicabilità della continuazione alle sentenze straniere riconosciute

  • Cass., Sez. 5, Sentenza n. 8365 del 26/09/2013 (Rv. 259035)

    Sez. 5, Sent. n. 8365 del 26/09/2013 (dep. 21/02/2014) Rv. 259035

    Giurisprudenza che afferma l'inapplicabilità "in executivis" della continuazione tra reato giudicato in Italia e reato giudicato con sentenza straniera riconosciuta in Italia

  • Cass., Sez. 5, Sentenza n. 48059 del 02/10/2019 (Rv. 277650)

    Sez. 5, Sent. n. 48059 del 02/10/2019 (dep. 26/11/2019) Rv. 277650

    Conferma e ribadisce il principio secondo cui il vincolo della continuazione non è contemplato tra le finalità del riconoscimento delle sentenze penali straniere ex art.12 c.p.

  • Orientamenti SU (Ercolano, Gatto)

    Decisioni delle Sezioni Unite citate nella sentenza rescindente che hanno contribuito a definire i limiti dell'interferenza del giudicato estero e i profili della giurisdizione in presenza di sentenze straniere

Massime di principio

  • La continuazione tra reato giudicato in Italia e reato giudicato con sentenza straniera riconosciuta in Italia non è normalmente applicabile "in executivis": il vincolo di continuazione non rientra tra le finalità del riconoscimento ex art.12 c.p.
  • Se un giudice italiano ha applicato una pena derivante da un giudicato straniero riconosciuto solo ai sensi dell'art.12, tale pena può essere considerata illegale per carenza di titolo e deve essere esclusa in sede di esecuzione
  • La difesa che alegasse l'espiazione integrale della pena estera deve allegare e provare tale circostanza tempestivamente e in sede idonea; l'omessa allegazione/produzione di prova rende inammissibile la censura
  • Il principio di intangibilità del giudicato non opera in modo assoluto quando l'esecuzione di un provvedimento nazionale si fonda su un titolo giuridico (riconoscimento di sentenza straniera) che non comprende la finalità invocata (es. continuazione); in tali casi prevalgono i limiti stabiliti dalle norme sul riconoscimento
  • Per ottenere un mutamento dell'orientamento consolidato della Corte di legittimità è necessario fornire argomentazioni giuridiche e fattuali precise e non limitarsi a rimostranze generiche; in assenza di ciò è probabile l'inammissibilità del ricorso
  • In presenza di conflitti interpretativi rilevanti o di seri profili di contraddittorietà giurisprudenziale, va valutata la rimessione alle Sezioni Unite, ma la richiesta deve essere motivata con specifiche ragioni di diritto

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