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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 34675/2024 del 27/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'Agenzia delle Entrate contestava alla società operazioni d'acquisto di materiale ferroso da ADF METAL per complessivi € 447.936,97 ritenute in parte oggettivamente inesistenti (circa € 299.200,00, per assenza di vettore e di fornitori effettivi) e in parte soggettivamente inesistenti (circa € 148.736,98). Da ciò erano scaturiti maggior redditi e recuperi di IRES, IRAP e rettifiche IVA per l'anno 2009. In primo grado la sentenza era favorevole al Fisco, ma la Commissione Regionale (CTR) ha riformato accogliendo il ricorso della contribuente e annullando l'avviso. L'Agenzia ha impugnato in Cassazione denunciando, in sintesi, travisamento della prova, errata valutazione delle presunzioni e omesso esame di fatti decisivi, sostenendo che la CTR avrebbe privilegiato la regolarità formale della contabilità rispetto agli elementi di sostanza forniti dall'ufficio (dichiarazioni degli escussi, assenza di DDT, natura fittizia di alcuni fornitori).

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto infondati i motivi relativi al presunto travisamento della prova e all'omesso esame di fatti decisivi: la CTR aveva compiuto una valutazione di merito delle prove (dichiarazioni, documenti di trasporto, fatture attive e passive, pesate, perizia e dati economici) che non è sindacabile in questa sede salvo vizi di diritto non emersi. La Corte ha richiamato il principio secondo cui il cosiddetto 'travisamento' va qualificato secondo i parametri dell'art. 395 c.p.c. o degli artt. 360, nn. 4 e 5, c.p.c., e ha applicato i criteri sull'apprezzamento delle presunzioni semplici (gravità, precisione e concordanza). Ha inoltre dichiarato che non sussistono presupposti per imporre all'Agenzia il versamento del contributo unificato previsto dall'art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002 perché le amministrazioni dello Stato sono esentate tramite il meccanismo della prenotazione a debito. Condanna la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in € 6.800,00 oltre rimborso forfettario del 15%. Ricorrente soccombente: Agenzia delle Entrate.

Norme richiamate

  • art. 109 TUIR

    Citato tra le norme il cui presunto errore di applicazione contestava l'Agenzia; la Corte non ha ritenuto che vi fosse una violazione sostanziale nell'applicazione, trattandosi di valutazione di merito relativa alla qualificazione fiscale delle operazioni.

  • art. 39 d.p.r. n. 600/1973

    art. 39, d.p.r. n. 600/1973

    Richiamato dall'Agenzia in relazione alle presunzioni e agli accertamenti fiscali; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia correttamente valutato le risultanze istruttorie e le presunzioni, escludendo la sussistenza dell'errore denunciato.

  • art. 2697 cod. civ.

    Riguarda l'onere della prova; la Corte ha valutato che la CTR ha adeguatamente considerato gli elementi prodotti dalla contribuente nel quadro dell'onere probatorio, ritenendo che le presunzioni dell'Ufficio fossero state efficacemente contrastate.

  • art. 2727 cod. civ.

    Norma concernente la prova per presunzioni e il valore degli atti; la decisione ha dato peso alla documentazione e alla perizia prodotta, ritenendoli elementi idonei a comprovare l'effettività delle operazioni.

  • art. 2729 cod. civ.

    Collegata alla valutazione probatoria dei documenti e delle dichiarazioni; la Corte ha riconosciuto la rilevanza dei documenti di trasporto, delle fatture e della perizia nel quadro probatorio complessivo.

  • art. 115 cod. proc. civ.

    Riferito alla formazione della prova per presunzioni; la Corte ha ricordato che il giudice di merito può fondare le proprie conclusioni sulle presunzioni purché basate su elementi gravi, precisi e concordanti, e ha ritenuto che la CTR abbia rispettato tali parametri.

  • art. 116 cod. proc. civ.

    Ancora in tema di prova e presunzioni; la Corte ha valutato correttamente la congruità e la fondatezza delle inferenze presuntive svolte dai giudici di merito.

  • art. 395 cod. proc. civ.

    Richiamato nel principio sul travisamento della prova: la Corte osserva che il rimedio dell'impugnazione per revocazione per errore di fatto richiede i presupposti dell'art. 395 e non può essere sostituito dal normale rito di legittimità quando si tratta di diversa valutazione delle prove.

  • art. 360 cod. proc. civ.

    art. 360, comma 1, n. 5, cod. proc. civ.

    Invocato per delimitare il sindacato di legittimità sulle valutazioni di fatto; la Corte ha ritenuto che non ricorresse l'omesso esame di fatto decisivo ai sensi dell'art. 360 che potesse determinare la cassazione.

  • art. 380-bis cod. proc. civ.

    art. 380-bis cod. proc. civ.

    Norma procedurale relativa a depositi conseguenti a proposte conciliative; la Corte ha annotato la produzione di memoria ex art. 380-bis nel fascicolo ma la questione non ha inciso sul merito della decisione.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002

    art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115/2002, introdotto dall'art. 1, comma 17, L. n. 228/2012

    Applicazione esclusa nei confronti dell'Agenzia delle Entrate in quanto Amministrazione dello Stato esentata dal versamento del contributo unificato tramite il meccanismo della prenotazione a debito; la Corte ha richiamato Cass. n. 1778/2016 in senso conforme.

  • Cass. SSUU n. 5792/2024

    Richiamata per distinguere il travisamento della prova come svista percettiva dall'ordinaria diversa valutazione delle prove; la Corte ha applicato il principio che tali casi hanno rimedi processuali distinti.

  • Cass. n. 9054/2022

    Citate principi secondo cui la decisione del giudice di merito sulle presunzioni semplici è viziata solo se fondata su elementi non gravi, precisi e concordanti; la Corte ha ritenuto che la CTR non abbia violato questi criteri.

  • Cass. n. 1778/2016

    Cass. n. 1778 del 29/01/2016

    Utilizzata per l'interpretazione dell'esenzione dal contributo unificato delle amministrazioni dello Stato tramite prenotazione a debito; la Corte ha seguito tale precedente nel disporre l'inapplicabilità dell'art. 13, comma 1-quater, DPR 115/2002 all'Agenzia.

Massime di principio

  • La diversa valutazione delle prove da parte del giudice di merito non costituisce automaticamente 'travisamento' rimediabile in Cassazione: occorrono errori di diritto o omissioni rilevanti ai sensi degli artt. 360 e 395 c.p.c.
  • Per affermare l'inesistenza (oggettiva o soggettiva) di operazioni ai fini fiscali il Fisco deve fondare le proprie presunzioni su elementi gravi, precisi e concordanti; la mera irregolarità formale non è sempre sufficiente se il contribuente produce documentazione, pesate, DDT, fatture e perizia che confortano l'effettività.
  • L'onere della prova (art. 2697 c.c.) impone al ricorrente amministrativo di rendere palesi e congruenti gli elementi probatori: la prova contraria prodotta dal contribuente può neutralizzare le presunzioni dell'Amministrazione.
  • Le contestazioni fondate su una diversa interpretazione delle dichiarazioni o dei documenti richiedono al massimo il sindacato di merito; la Corte di legittimità interviene solo se il ragionamento del giudice di merito contravviene a criteri logico-giuridici o omette fatti decisivi.
  • In sede processuale, questioni procedurali come depositi ex art. 380-bis o istanze di definizione agevolata non incidono sul giudizio di legittimità se la decisione si basa sulla valutazione sostanziale delle prove.
  • Le amministrazioni dello Stato sono esentate dal pagamento del contributo unificato mediante il meccanismo della prenotazione a debito; norme che prevedono contributi aggiuntivi non si applicano quando sussiste tale esenzione.

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