Cassazione Penale, Sentenza n. 42572/2022 del 09/11/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per detenzione di 4,7 g di hashish (art. 73 comma 5 d.P.R. n. 309/1990) denunciando: (i) vizi di motivazione e travisamento della prova, sostenendo che la sostanza era di bassissima qualità e idonea all'uso personale (divisione in due involucri compatibile con uso personale, assenza di tracce sui bilancini, creatina non collegata allo stupefacente, somme in casa riconducibili al nucleo familiare e all'attivita' di parrucchiere); (ii) violazione e mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità ex art. 131-bis cod. pen., poiché la scarsa offensività del fatto non era stata valutata correttamente e il precedente del ricorrente non poteva costituire prova di abitualità; (iii) violazione dell'art. 53 L. n. 689/1981 per mancata conversione della pena detentiva in pecuniaria.
La decisione
La Cassazione ha dichiarato fondato il ricorso limitatamente al motivo relativo all'art. 131-bis: ha ritenuto che la Corte di appello avesse erroneamente escluso l'applicazione della causa speciale di non punibilità sulla base di un unico precedente specifico, interpretando in modo sbagliato il concetto di 'abitualità' (le Sezioni Unite richiedono almeno due illeciti ulteriori, oltre a quello in esame). Pur confermando che i giudici di merito avevano adeguatamente motivato la ritenuta destinazione a fini di spaccio (divisione della sostanza, bilancini, creatina da taglio, somma di denaro non giustificata, mancanza di lavoro), la Corte di legittimità ha ritenuto il fatto di modesto disvalore e che i presupposti per l'applicazione dell'art. 131-bis risultavano immediatamente valutabili dagli atti; perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata ai sensi dell'art. 620 comma 1 lett. I) cod. proc. pen. perché il fatto non è punibile ex art. 131-bis cod. pen. Per il resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990
Norma che punisce la detenzione illecita di stupefacenti; nel caso di specie la condanna era per possesso di 4,7 g di hashish. La Corte di merito aveva ritenuto la destinazione diversa dall'uso personale in presenza di indici probatori.
art. 131-bis cod. pen.
Causa speciale di non punibilità per fatti di particolare tenuità; la Corte di cassazione ha applicato la norma ritenendo che il fatto fosse di modesto disvalore e che l'ostativo presupposto dell'abitualità non sussistesse (richiesto, secondo le Sezioni Unite, almeno due illeciti ulteriori oltre a quello processato).
art. 133 cod. pen.
Norma sul cumulo e determinazione della pena (richiamata nel ricorso come parametro per adeguamento della pena); non è stata invece decisiva nella pronuncia della Cassazione sul punto di non punibilità.
art. 53 L. n. 689/1981
Norma sulla conversione delle pene detentive in pecuniarie; il ricorrente l'aveva invocata ma la Corte non ha accolto il motivo relativo, ritenendo prevalente l'applicazione dell'art. 131-bis.
art. 620, comma 1, lett. I) cod. proc. pen.
Consente alla Corte di cassazione di annullare senza rinvio quando il fatto non è punibile; la Corte lo ha applicato perché i presupposti dell'art. 131-bis erano immediatamente rilevabili dagli atti.
Sez. U, n. 13681 del 25/02/2016 (Tushaj)
Giurisprudenza delle Sezioni Unite richiamata per chiarire il concetto di 'abitualità': perché l'abitualità osti all'applicazione dell'art. 131-bis occorre che l'autore abbia commesso almeno due illeciti ulteriori, oltre a quello in esame.
Sez. 6, n. 36518 del 27/10/2020
Precedente richiamato che ammette la rilevazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis in sede di legittimità quando i presupposti siano immediatamente verificabili dagli atti senza necessità di ulteriori indagini di merito.
Massime di principio
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) può essere riconosciuta anche in sede di Cassazione se i presupposti sono immediatamente desumibili dagli atti e non richiedono ulteriori accertamenti di merito.
- L'abitualità, che impedisce l'applicazione dell'art. 131-bis, si configura solo quando l'autore ha commesso almeno due illeciti ulteriori oltre a quello in esame (orientamento delle Sezioni Unite). Un unico precedente specifico non basta a escludere automaticamente la causa di non punibilità.
- La ridotta quantità e la bassa qualità della sostanza sono elementi rilevanti per valutare la particolare tenuità, ma non sono di per sé esclusivi: i giudici valutano anche indici concreti (divisione in dosi, bilancini, sostanze da taglio, somme di denaro, assenza di lavoro) per distinguere uso personale da destinazione allo spaccio.
- La Corte di merito deve motivare compiutamente e confutare la plausibilità delle ricostruzioni alternative prospettate dalla difesa; in sede di cassazione non si può sostituire il sindacato critico se la motivazione di merito non è manifestamente illogica.
- La conversione della pena detentiva in pecuniaria (L. n. 689/1981) resta uno strumento distinto e dipendente dalle condizioni legali; l'applicazione di art. 131-bis può rendere irrilevante la questione della conversione quando il fatto è non punibile.
- Indici quali divisione della sostanza, presenza di bilancini, presenza di sostanza da taglio e denaro non giustificato sono sintomi usualmente valutati come segni di attività di spaccio, ma vanno sempre letti unitamente alla quantità e al contesto familiare e lavorativo.
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