Cassazione Civile, Sentenza n. 28383/2021 del 15/10/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione in cassazione della sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia che aveva rigettato l'appello dell'Agenzia delle entrate avverso la decisione della CTP di Milano. La controversia riguardava la qualificazione ai fini IVA di tre fatture emesse da Marsh per l'anno 2004, per complessivi euro 73.514,98: l'Agenzia sosteneva che le prestazioni fossero di natura promozionale e non rientrassero nell'attività di "intermediazione assicurativa e riassicurativa" esente dall'IVA (art. 10 DPR n. 633/1972), mentre la contribuente (Marsh) sosteneva che si trattasse di servizi di brokeraggio/ intermediazione assicurativa esenti ai sensi dell'art. 10, comma 1, punti 2 e 9 del DPR n. 633/1972 e dell'art. 106 del d.lgs. n. 209/2005. L'Agenzia ha dedotto violazione e falsa applicazione delle norme citate nonché della definizione di mediazione assicurativa contenuta nella direttiva 2002/92/CE.
La decisione
Prima dell'udienza di cassazione l'Agenzia delle entrate ha depositato memoria chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere e comunicando di avere annullato in autotutela l'avviso di accertamento e l'atto di contestazione delle sanzioni oggetto del giudizio, anche alla luce degli effetti estensivi del giudicato su annualità successive e del coordinamento con la normativa europea (art. 135 Direttiva 2006/112/CE). La Corte di cassazione ha dichiarato cessata la materia del contendere e ha compensato integralmente le spese del giudizio di legittimità tra le parti.
Norme richiamate
D.P.R. n. 633/1972 (art. 10, comma 1, punti 2 e 9)
La norma prevede l'esenzione IVA per le operazioni di intermediazione assicurativa e riassicurativa; la CTR aveva ritenuto che le prestazioni fatturate da Marsh rientrassero in tale esenzione, mentre l'Ufficio sosteneva che fossero attività promozionali non esenti.
D.lgs. n. 209/2005 (art. 106)
Definisce l'attività di brokeraggio/intermediazione assicurativa; la questione principale era se i servizi fatturati fossero riconducibili a tale definizione (e quindi esenti) o fossero mera promozione commerciale.
Direttiva 2002/92/CE (art. 2, n. 3)
Fornisce definizioni di mediatore/attività di mediazione assicurativa utili per l'interpretazione nazionale della soglia tra intermediazione e altre attività; richiamata dall'Agenzia quale parametro interpretativo.
Direttiva 2006/112/CE (art. 135, comma 1)
Norma comunitaria sull'esenzione IVA per le assicurazioni; è stata richiamata nella memoria dell'Ufficio per giustificare l'annullamento in autotutela e il coordinamento con la giurisprudenza europea.
Codice di procedura civile (art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.)
Fondamento del motivo di cassazione relativo a violazione e falsa applicazione di legge (motivo con cui l'Agenzia aveva impugnato la sentenza della CTR).
Codice di procedura civile (art. 378 c.p.c.)
Norma processuale invocata per depositare memorie e documenti in vista dell'udienza; utilizzata da entrambe le parti per eccezioni e istanze processuali (es. eccezione di giudicato esterno, istanza di cessazione della materia del contendere).
Giurisprudenza della Corte di giustizia UE (causa C-424/19, sentenza 16 luglio 2020)
Richiamata nel giudizio con riferimento agli effetti del giudicato esterno e alla rilevanza del diritto dell'Unione nell'ambito del contenzioso nazionale; ha influito sulla valutazione della portata del giudicato e sulle strategie processuali delle parti.
Massime di principio
- Perché una prestazione sia considerata intermediazione assicurativa (ed esente IVA) occorre verificare se il soggetto compie atti finalizzati alla conclusione del contratto assicurativo: presentazione/proposta di polizze, messa in contatto, mediazione negoziale, assistenza nella conclusione. Attività meramente promozionali, di supporto commerciale o pubblicitarie che non influiscono sulla formazione del rapporto contrattuale difficilmente rientrano nell'esenzione.
- La qualificazione sostanziale della prestazione prevale sulla sua intestazione formale: anche se il prestatore è formalmente un broker, va valutato il contenuto concreto dell'attività svolta.
- L'esistenza di accordi di co-marketing o benefici promozionali (es. punti fedeltà) può indiziare una finalità promozionale: bisogna analizzare compiti, rapporti con la compagnia assicurativa e se vi è intervento concreto nei rapporti con gli assicurati.
- L'annullamento in autotutela da parte dell'Amministrazione può determinare la cessazione della materia del contendere e la chiusura del procedimento giudiziario; in tali casi la sospensione o il ritiro dell'atto impositivo elimina la controversia sostanziale, con possibilità di compensazione delle spese.
- Giudicati favorevoli in altri anni possono avere effetti estensivi sull'amministrazione e indurre l'Ufficio a rivedere atti impugnati; è importante considerare l'effetto del giudicato e la giurisprudenza comunitaria sull'interpretazione delle esenzioni IVA.
- In giudizio conviene documentare con precisione le attività effettivamente svolte (dettaglio compiti, corrispondenza, flussi di lavoro e remunerazione) per dimostrare se vi sia stato o meno intervento da broker nella conclusione dei contratti assicurativi.
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