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Sentenza

Sentenza n. 1141/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'istanza del 20/10/2025, avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 codice dei visti (Regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio).

Giustizia amministrativa202513646

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio serbato dalle amministrazioni intimate sull'istanza del 20 ottobre 2025, volta a ottenere un appuntamento presso la competente sede diplomatica per la presentazione della domanda di visto di ingresso per motivi di studio, ai sensi dell'art. 9 del codice dei visti di cui al Regolamento (CE) n. 810/2009. Dopo la proposizione del ricorso, la sede diplomatica competente ha fissato l'appuntamento richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che la fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento per il rilascio del visto abbiano soddisfatto la pretesa azionata in giudizio, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese sono state compensate, considerato il tempo non particolarmente esteso tra la richiesta e la notificazione del ricorso e il comportamento collaborativo dell'amministrazione, che si è attivata in tempi ragionevoli. L'amministrazione è stata comunque condannata a restituire alla ricorrente le somme eventualmente versate a titolo di contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione; il ricorso è stato proposto per ottenere l'attivazione del procedimento relativo alla domanda di visto.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere quando la pretesa azionata risulta integralmente soddisfatta durante il giudizio.

  • art. 9 del Regolamento (CE) n. 810/2009

    Riguarda la presentazione della domanda di visto e costituisce il riferimento normativo dell'istanza di appuntamento per il visto di studio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento necessario per presentare la domanda e l'attivazione del relativo procedimento soddisfano la pretesa processuale diretta a ottenere l'avvio dell'azione amministrativa, determinando la cessazione della materia del contendere.
  • Ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a., quando l'amministrazione soddisfa integralmente durante il giudizio la pretesa azionata contro il silenzio, il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere, senza necessità di pronunciarsi sulla legittimità originaria dell'inerzia.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando, valutati il tempo intercorso tra l'istanza e il ricorso e il comportamento dell'amministrazione, l'attivazione amministrativa sia intervenuta in tempi ragionevoli; resta possibile porre a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato versato dal ricorrente.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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