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Sentenza

Sentenza del 22/05/2019 n. 3128 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - Agente della Riscossione - Difesa in giudizio - Avvocato del libero foro - Ammissibilità - Presupposti - Tassatività

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La difesa affidata al professionista del libero foro è stata considerata nulla per carenza dei presupposti richiesti. La nullità può essere sanata, alle condizioni previste dall'art. 125 c.p.c., esclusivamente nei giudizi di merito; non è invece sanabile nel giudizio di cassazione. Il testo non indica il concreto esito finale della controversia né identifica nominativamente le parti.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

È stata contestata la validità della rappresentanza e della difesa in giudizio dell'Agente della Riscossione, affidate a un avvocato del libero foro anziché all'Avvocatura dello Stato. Tale scelta è ammissibile soltanto in presenza di un caso speciale e richiede una preventiva delibera motivata dell'organo deliberante, sottoposta agli organi di vigilanza. Nel caso descritto, il mandato sarebbe stato conferito senza il necessario vaglio dell'organo di vigilanza, in assenza sia di urgenza sia di un conflitto di interessi reale e documentato.

Norme richiamate

  • Art. 125 c.p.c.

    La norma consente la regolarizzazione della procura e della rappresentanza processuale entro determinati limiti. Secondo il principio richiamato, la sanatoria può operare nei giudizi di merito, ma non può rimediare alla nullità della difesa nel giudizio di cassazione.

Massime di principio

  • L'Agente della Riscossione non può scegliere liberamente un avvocato del libero foro in sostituzione dell'Avvocatura dello Stato: occorre un caso speciale, una delibera preventiva e motivata dell'organo competente e il controllo dell'organo di vigilanza.
  • L'urgenza o un conflitto di interessi reale e documentato possono costituire presupposti eccezionali per il ricorso a un legale esterno, ma devono essere concretamente dimostrati.
  • L'assenza delle autorizzazioni richieste rende nullo il mandato difensivo e può compromettere la validità della costituzione in giudizio dell'ente.
  • La regolarizzazione successiva della rappresentanza non opera indistintamente: è ammessa nei giudizi di merito nei limiti dell'art. 125 c.p.c., mentre non consente di sanare la nullità nel giudizio di cassazione.
  • In casi analoghi è quindi necessario verificare non solo l'esistenza della procura, ma anche la delibera autorizzativa, la relativa motivazione, il controllo dell'organo di vigilanza e l'eventuale presenza di una situazione eccezionale documentata.

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