Sentenza n. 2929/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio inadempimento serbato dalla Questura di Caserta sull'istanza di rilascio del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, presentata in data 3 febbraio 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento serbato sulla domanda di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
Esito
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro l'inerzia della Questura di Caserta sulla domanda di rilascio del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo presentata il 3 febbraio 2025. Dopo aver integrato il 5 agosto 2025 la documentazione relativa alla dichiarazione di ospitalità, il procedimento non risultava ancora concluso alla data del ricorso, nonostante il termine di 60 giorni previsto dall'art. 5, comma 9, d.lgs. 286/1998 e i principi generali della l. 241/1990. Nel corso del giudizio la Questura ha comunicato che l'istruttoria era stata positivamente conclusa, che la pratica si trovava in stato di validazione e che restavano soltanto i tempi tecnici per il rilascio materiale del titolo.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che, nelle more del giudizio, l'Amministrazione aveva adottato spontaneamente una determinazione favorevole, idonea a soddisfare integralmente l'interesse sostanziale del ricorrente e a far venir meno l'oggetto della controversia sull'inerzia. Il Collegio ha distinto tale istituto dall'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse: la cessazione della materia del contendere presuppone l'integrale e irretrattabile soddisfazione della pretesa, mentre la sopravvenuta carenza di interesse può dipendere anche da fatti o situazioni che rendano inutilmente pronunciarsi senza soddisfare la pretesa originaria. Pur ritenendo il ricorso fondato in ragione del ritardo amministrativo, il TAR ha compensato integralmente le spese, considerando il tempestivo attivarsi dell'Amministrazione dopo l'instaurazione del giudizio e la natura della controversia.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'Amministrazione; il ricorso è stato proposto per ottenere l'accertamento dell'illegittimità dell'inerzia sulla domanda di rilascio del titolo di soggiorno.
art. 5, comma 9, d.lgs. 286/1998
Prevede il termine di 60 giorni per la conclusione del procedimento relativo al rilascio del permesso di soggiorno; il TAR ha ritenuto che il protrarsi del procedimento rendesse inizialmente fondata la pretesa contro il silenzio.
l. 241/1990
Richiamata quanto ai principi generali in materia di conclusione del procedimento amministrativo e di obbligo dell'Amministrazione di provvedere.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere ricorre quando, durante il giudizio, l'Amministrazione adotta spontaneamente un atto che soddisfa integralmente e irretrattabilmente l'interesse sostanziale azionato, rendendo oggettivamente inutile la prosecuzione del processo.
- La cessazione della materia del contendere si distingue dall'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse: la prima richiede l'integrale soddisfazione della pretesa originaria, mentre la seconda può derivare anche da una situazione sopravvenuta che elimini l'utilità della pronuncia senza soddisfare tale pretesa.
- Nel giudizio contro il silenzio, l'adozione in corso di causa di una determinazione amministrativa favorevole e idonea a garantire il bene della vita richiesto fa venir meno l'oggetto della controversia sull'inerzia e impone la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
- In caso di cessazione della materia del contendere, la regolazione delle spese può essere effettuata secondo il criterio della soccombenza virtuale, valutando la fondatezza della pretesa al momento della proposizione del ricorso; tale criterio può essere derogato mediante compensazione per giusti motivi connessi alle peculiarità della vicenda.
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