Sentenza n. 436/2026 - Genova, Sezione 2
per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 12/11/2024, n. 1114/2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione da parte del Ministero della sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 12 novembre 2024, n. 1114
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Genova, Sezione Lavoro, 12 novembre 2024, n. 1114. Tale sentenza aveva condannato il Ministero ad assegnarle la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, per il valore relativo alle annualità scolastiche 2019/2020 e 2020/2021, nonché a corrisponderle euro 174,60 a titolo di Retribuzione Professionale Docente. Il Ministero si è costituito, ma non ha formulato contestazioni nel merito. La ricorrente ha dedotto l'inottemperanza al titolo esecutivo, nonostante il decorso del termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo, previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando l'assenza di contestazioni sostanziali da parte dell'amministrazione e l'inutile decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Genova entro sessanta giorni dalla comunicazione della pronuncia, mediante l'emissione della carta del docente intestata alla ricorrente, con accredito dell'importo relativo alle annualità oggetto della controversia, e mediante il pagamento della Retribuzione Professionale Docente. Per l'eventualità di ulteriore inottemperanza, ha nominato commissario ad acta il Direttore della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, attribuendogli il compito di provvedere in sostituzione dell'amministrazione entro i successivi trenta giorni, una volta accertato il protrarsi dell'inadempimento. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in euro 500,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo
Il decorso inutile del termine dilatorio consente di procedere giudizialmente all'esecuzione del titolo nei confronti dell'amministrazione inadempiente.
art. 112 c.p.a.
La pronuncia è resa nell'ambito del giudizio di ottemperanza, finalizzato a ottenere l'esecuzione del giudicato; il testo non richiama espressamente la disposizione, ma la qualificazione processuale del giudizio emerge dall'oggetto e dal dispositivo.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza promosso per l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario nei confronti di una pubblica amministrazione, l'inutile decorso del termine dilatorio di centoventi giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997, consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del titolo entro un termine assegnato.
- Quando l'amministrazione non contesta nel merito l'inadempimento e il titolo giudiziale individua specifici obblighi di facere e di pagamento, il giudice dell'ottemperanza può imporre le concrete modalità esecutive necessarie per assicurare l'integrale soddisfazione del giudicato.
- In caso di persistente inottemperanza successiva all'ordine giudiziale, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, stabilendo un termine per l'esecuzione sostitutiva da parte dell'organo individuato.
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