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Sentenza

Sentenza del 15/11/2018 n. 7974 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Contributo unificato - Termine per il pagamento - Termine perentorio - Cartella di pagamento

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha contestato la richiesta di pagamento del contributo unificato, sostenendo che la notifica oltre il trentesimo giorno impedisse o rendesse illegittima la successiva pretesa impositiva. È stata inoltre prospettata l'incostituzionalità dell'art. 248 del D.P.R. n. 115/2005, per asserita lesione del diritto di difesa e dei principi di proporzionalità e progressività dell'imposizione tributaria sanciti dall'art. 53 Cost. La Commissione ha ritenuto invece perentorio il termine di trenta giorni, richiamando gli artt. 16 e 248 del D.P.R. n. 115/2005 e la disciplina generale sui termini amministrativi.

La decisione

La Commissione ha ritenuto che il contributo unificato notificato oltre il trentesimo giorno debba comunque essere pagato secondo quanto previsto dagli artt. 16 e 248 del D.P.R. n. 115/2005. Ha qualificato come perentorio il termine di trenta giorni, affermando che il contribuente non può essere assoggettato alla pretesa impositiva prima della sua decorrenza. La questione di legittimità costituzionale dell'art. 248 è stata respinta, poiché la norma non limita il diritto di difesa e non viola i principi di proporzionalità e progressività dell'imposta.

Norme richiamate

  • Art. 16, D.P.R. n. 115/2005

    Richiamato quale base normativa per la disciplina del contributo unificato e dei relativi obblighi di pagamento.

  • Art. 248, D.P.R. n. 115/2005

    La disposizione è stata interpretata nel senso che il termine di trenta giorni rileva come termine perentorio nell'ambito della procedura di pagamento del contributo unificato. La sua applicazione non è stata ritenuta lesiva del diritto di difesa né dei principi costituzionali di proporzionalità e progressività.

  • Legge n. 241/1990

    Richiamata per sostenere che il termine di trenta giorni imposto alla Pubblica Amministrazione per la conclusione del procedimento presenta carattere perentorio.

  • Art. 53, Costituzione

    La Commissione ha escluso la violazione dei principi di capacità contributiva, proporzionalità e progressività dell'imposta.

Massime di principio

  • Quando una norma stabilisce espressamente un termine o la sua perentorietà, il termine deve essere rispettato rigorosamente e la sua scadenza può produrre effetti preclusivi.
  • La tardiva notificazione di un atto relativo al contributo unificato non comporta automaticamente l'illegittimità dell'obbligazione di pagamento: occorre verificare quale effetto la legge collega alla tardività.
  • Il termine di trenta giorni può essere interpretato come garanzia procedimentale a favore del contribuente, senza per questo eliminare l'obbligo sostanziale di pagare il contributo dovuto.
  • La contestazione di incostituzionalità di una norma tributaria richiede la dimostrazione concreta di una lesione del diritto di difesa o dei principi di capacità contributiva, proporzionalità e progressività; la mera onerosità dell'obbligo non è sufficiente.
  • In casi analoghi è necessario distinguere tra termine per l'azione o per la notifica dell'Amministrazione e termine concesso al contribuente per adempiere, verificando attentamente il testo normativo e la giurisprudenza applicabile.

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