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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3039/2023 del 24/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di conferma degli arresti domiciliari per il reato di riciclaggio (capo 45). Il ricorrente deduceva: insufficiente e non concludente il quadro indiziario fondato su due conversazioni captate cui lui non partecipava; mancanza di prova che Gallace avesse effettivamente dato le somme; per la configurazione del reato di riciclaggio sarebbe necessaria un'operazione effettiva di occultamento della provenienza, non semplice ricezione; il conto di gioco on-line sarebbe nominale e tracciabile, incompatibile con una funzione dissimulatrice; la contestazione è temporalmente limitata e riguarda importi modesti; manca l'elemento soggettivo di consapevolezza. Inoltre si censurava la sussistenza del pericolo di recidiva e l'adeguatezza della misura cautelare, anche alla luce della successiva revoca della licenza amministrativa dell'agenzia di scommesse dell'indagato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Sul piano della gravità indiziaria ha ritenuto che le intercettazioni, valutate unitamente alle movimentazioni finanziarie, siano idonee a rappresentare una sistematica attività di 'rimpiazzo' di denaro provento di narcotraffico attraverso conti di gioco e sale gioco, con il contributo attivo e consapevole di Roseo, e che il fatto rientra nel modello di riciclaggio di cui all'art. 648-bis. La Corte ha precisato che il reato di riciclaggio comprende anche operazioni che rendono più difficile l'accertamento della provenienza illecita (non solo l'occultamento definitivo). Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto adeguata e motivata la valutazione del giudice del riesame circa l'attualità del pericolo di reiterazione, fondata sull'inserimento dell'indagato nell'ambiente criminale, l'intensità dei rapporti con il capoclan e il ruolo strategico rivestito; ha inoltre ritenuto i presidi non custodiali inidonei a fronteggiare il rischio prospettato. La revoca della licenza, intervenuta successivamente, non annulla l'ordinanza ma potrà essere dedotta in sede di istanza di sostituzione o revoca della misura. Spese a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Attribuisce al Tribunale, nell'esercizio delle funzioni di cui all'art. 309, la competenza a riesaminare le misure cautelari; qui richiamato per indicare la natura del provvedimento impugnato

  • art. 648-bis cod. pen.

    Il delitto di riciclaggio è interpretato dalla Corte nel senso che comprende anche operazioni volte a rendere piu' difficoltoso l'accertamento della provenienza del denaro, non necessariamente a impedirlo definitivamente; dunque anche meccanismi con modalità tracciate possono integrare il reato se idonei a dissimulare la fonte

  • art. 274, comma 1, cod. proc. pen.

    Stabilisce il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione per l'applicazione delle misure personali; la Corte ricorda che il giudice deve compiere una valutazione prognostica che consideri modalità della condotta, personalità dell'indagato e contesto socio-ambientale

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma relativa alle spese di procedimento; richiamata per disporre le conseguenze economiche della reiezione del ricorso

Massime di principio

  • Le intercettazioni possono avere valore probatorio anche se l'indagato non è tra i conversanti, se il contenuto è chiaramente riferibile al suo ruolo e confermato da elementi di riscontro (es. flussi finanziari).
  • Il reato di riciclaggio (art. 648-bis) comprende non solo l'occultamento definitivo della provenienza illecita, ma anche condotte che rendono piu' difficile l'accertamento della fonte, anche tramite operazioni apparentemente tracciate.
  • La valutazione della gravità indiziaria e del quadro probatorio in generale è di competenza del giudice di merito; la Cassazione limita il proprio sindacato a vizi di legge o di motivazione rilevanti, non a una rinnovata valutazione di merito.
  • Per imporre o confermare una misura cautelare personale è necessario il concreto e attuale pericolo di reiterazione; il giudice deve effettuare una valutazione prognostica fondata sulle modalità del fatto, sulla personalità dell'indagato e sul contesto criminale.
  • La proporzionalità e l'adeguatezza della misura devono tenere conto dell'effettiva capacità dei presidi non custodiali di prevenire la reiterazione; misure non custodiali successive a fatti di rilievo possono non risultare idonee.
  • Eventuali fatti sopravvenuti (es. revoca di licenze) intervenuti dopo la misura possono essere utilizzati in sede di istanza di sostituzione o revoca, ma non annullano automaticamente l'ordinanza che li ha preceduti.

Testo integrale

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