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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34876/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 25/01/2022 che aveva: 1) dichiarato inammissibili le istanze di affidamento in prova al servizio sociale e detenzione domiciliare ritenendo non maturato il requisito temporale del fine pena; il ricorrente contestava il calcolo del fine pena perché non aveva tenuto conto di una richiesta di liberazione anticipata per tre semestri e di una riduzione di pena ex art. 35‑ter ord. pen.; 2) rigettato l'istanza di affidamento terapeutico motivando l'insufficienza della relazione del Ser.D. e della relazione di sintesi nel delineare un profilo psicologico compiuto, la scarsa consapevolezza critica in ordine ai reati commessi, la natura dei reati (usura, estorsione) e l'offerta lavorativa breve. Il ricorrente deduceva invece l'avvio di un percorso critico, l'esistenza di domicilio idoneo e altri elementi favorevoli.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto corretta l'esclusione dal calcolo del fine pena di benefici (liberazione anticipata e riduzione ex art. 35‑ter) che non erano stati effettivamente concessi: tali benefici non si inseriscono automaticamente nel computo ma richiedono provvedimenti giudiziari accertativi. Quanto all'affidamento terapeutico, la Corte ha ritenuto logica e congrua la valutazione del Tribunale di sorveglianza secondo cui le relazioni in atti non offrono un profilo individualizzato sufficiente né elementi tali da far ritenere probabile il conseguimento degli scopi del programma terapeutico, considerata anche la pericolosità e la natura dei reati. Il ricorso è stato quindi respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Usato per delimitare la compressione del motivo di ricorso (indicazione dei capi di doglianza nei limiti strettamente necessari); la Corte prende atto della formulazione sintetica del motivo.

  • art. 35‑ter ord. pen.

    La Corte interpreta la norma nel senso che la riduzione di pena prevista non opera automaticamente: occorre un provvedimento giudiziale che accerti il diritto al beneficio, perciò non può essere anticipatamente computata nel calcolo del fine pena se non è stata concretamente concessa.

  • art. 94 D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Richiama il principio per cui l'affidamento terapeutico richiede una valutazione circa il probabile conseguimento delle finalità del programma terapeutico, tenendo conto della pericolosità del condannato e dell'attitudine del trattamento al reinserimento sociale; il Tribunale deve disporre di elementi individualizzati e completi per formare tale valutazione.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Applicata per disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento a seguito del rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • I benefici penitenziari (liberazione anticipata, riduzioni speciali) non vanno computati nel calcolo dei requisiti per le misure alternative fino a quando non siano stati effettivamente concessi con provvedimento giudiziale.
  • Per ottenere l'affidamento terapeutico è fondamentale allegare relazioni specialistiche e di sintesi che offrano un profilo psicologico individualizzato e dimostrino la probabile efficacia del percorso terapeutico rispetto ai reati commessi; valutazioni generiche o relazioni incomplete possono legittimamente portare al rigetto.
  • La natura dei reati e la valutazione della pericolosità incidono significativamente sull'ammissibilità delle misure alternative: reati particolarmente caratterizzati (es. usura, estorsione) richiedono approfondimenti specifici.
  • La Corte di legittimità sindaca la legittimità e la logicità della motivazione del giudice di merito, non rivede il merito valutativo: censure che si limitano a una rivalutazione degli elementi non superano il sindacato di legittimità.
  • Per rendere più solide le istanze di misure alternative è utile ottenere preventivamente (o contestualmente e con esito favorevole) i provvedimenti che incidono sul computo della pena, dimostrare un progetto lavorativo stabile e fornire elementi concreti di domicilio idoneo e di consapevolezza critica.

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