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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 446/2024 del 05/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il ricorso è stato ritenuto fondato. La Corte ha accertato che l'annotazione dei Carabinieri del 22/04/2023 documenta un'unica evasione e che il riferimento al 26/11/2022 nella c.n.r. è un mero refuso. Per tale vizio di travisamento del fatto la Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Roma del 18/05/2023 e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduce un errore di ricostruzione dei fatti (travisamento): il Tribunale ha ritenuto sussistere due violazioni delle prescrizioni della detenzione domiciliare (26/11/2022 e 22/04/2023), mentre dagli atti emerge una sola violazione effettiva, quella del 22/04/2023. La menzione del 26/11/2022 è un refuso contenuto nella comunicazione notizia di reato (c.n.r.) e non nell'annotazione dei Carabinieri. Inoltre il ricorrente sostiene che la violazione è bagatellare (rientrava in casa al momento del controllo, insieme alle sorelle) e che la relazione medica richiamata dall'ordinanza non conclude per la compatibilità con il carcere ma richiede ulteriori accertamenti.

Norme richiamate

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    ai sensi dell'art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    La norma è richiamata per giustificare che il motivo è stato enunciato nei limiti strettamente necessari: la Corte prende atto della forma sintetica del motivo e procede all'esame del vizio denunciato.

  • Sez. U, Sentenza n. 42792 del 31/10/2001 (Policastro)

    Sez. U, Sentenza n. 42792 del 31/10/2001, Policastro, Rv. 220093

    Giurisprudenza che autorizza la Corte ad accedere agli atti per verificare l'esistenza di un vizio di travisamento del fatto; qui è stata utilizzata per confrontare annotazione e c.n.r. e riconoscere l'errore materiale.

Massime di principio

  • Se l'ordinanza di revoca del beneficio si fonda su una ricostruzione dei fatti inesatta o su errori materiali negli atti (refusi, date errate), il vizio di travisamento può giustificare l'annullamento e il rinvio per nuovo giudizio.
  • Le annotazioni di pubblica sicurezza (es. annotazioni dei Carabinieri) devono essere confrontate con le comunicazioni/lettere di trasmissione: differenze testuali e date discordanti possono indicare un errore formale non idoneo a sorreggere una revoca definitiva.
  • Una singola violazione lieve o "bagatellare" (ad es. rientro in casa al momento del controllo) richiede una valutazione di proporzionalità prima della revoca del beneficio: non tutte le violazioni giustificano automaticamente la revoca.
  • Se la documentazione medica allegata non esprime un giudizio definitivo ma richiede ulteriori accertamenti, il giudice non può trarre conclusioni affrettate sulla compatibilità con il carcere senza approfondire la situazione clinica.
  • In difesa, è importante segnalare tempestivamente errori materiali nelle comunicazioni di polizia, produrre prove che ricostruiscano l'evento (es. dichiarazioni, testimoni, orari, filmati) e contestare la proporzionalità della misura di revoca.
  • La Corte può esaminare direttamente gli atti per accertare il travisamento del fatto; ciò implica che i vizi documentali emergenti dal fascicolo processuale possono essere efficacemente dedotti in sede di impugnazione.

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