Cassazione Penale, Sentenza n. 14481/2025 del 14/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per vizio di qualificazione della condotta e della motivazione: l'imputato contestava la condanna per truffa (art. 640 c.p.) sostenendo che non vi furono artifizi o raggiri durante la trattativa, ma un mero inadempimento contrattuale o, al più, insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.). Contestava inoltre il diniego delle attenuanti generiche nonostante l'offerta risarcitoria parziale e la gravosità della pena ritenuta non adeguatamente motivata.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la valutazione dei giudici di merito. Ha ritenuto sussistenti gli 'artifizi e raggiri' (tra cui la consegna di un assegno circolare di 3.000€, la dichiarazione di motivi fiscali per indicare un prezzo minore e la promessa di saldo in contanti) idonei a ingenerare nella parte offesa la fiducia sulla solvibilità e il conseguente rilascio del veicolo senza ricevere l'intero corrispettivo. Ha altresì valutato negativamente la personalità e i precedenti dell'imputato e considerato insufficiente e strumentale l'offerta risarcitoria. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 640 Codice Penale (truffa)
La Corte interpreta l'art. 640 c.p. nel senso che la truffa contrattuale è integrata quando l'inadempimento deriva da un precostituito proposito fraudolento concretizzato tramite artifizi e raggiri che inducono in errore la controparte e ne ottengono il rilascio del bene.
art. 641 Codice Penale (insolvenza fraudolenta)
La Corte distingue l'insolvenza fraudolenta dalla truffa sottolineando che la prima riguarda la dissimulazione dello stato di insolvenza, mentre nella fattispecie si sono verificati artifici volti a creare fiducia e ad ottenere il rilascio del veicolo, giustificando la qualificazione come truffa.
Massime di principio
- La semplice inadempienza contrattuale diventa reato di truffa se è il risultato di un proposito fraudolento anticipato e di artifici o raggiri volti ad ingenerare fiducia nella controparte.
- Elementi come un pagamento parziale 'di facciata' (es. assegno circolare) uniti a dichiarazioni o comportamenti volti a giustificare la non indicazione del prezzo reale o a promettere pagamenti futuri possono essere valutati come artifizi idonei a integrare la truffa.
- La qualità di 'commerciante' o l'uso di contatti reali (nome, numero telefono, attività pregresse) non escludono di per sé la truffa se sono usati strumentalmente per acquisire credibilità e poi non adempiere.
- Offerte risarcitorie parziali non necessariamente escludono la responsabilità penale; la loro valutazione rileva sul piano delle attenuanti solo se sono effettive, tempestive e proporzionate al danno cagionato.
- Pregressi comportamenti analoghi e precedenti penali influenzano negativamente la concessione delle attenuanti generiche e la determinazione della pena.
- In caso di contestazione tra truffa e insolvenza fraudolenta, è decisivo stabilire se la frode consista nella simulazione di circostanze (truffa) o nella mera dissimulazione dello stato di insolvenza (insolvenza fraudolenta).
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