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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34653/2024 del 13/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore impugna l'ordinanza del Tribunale di Napoli (20/02/2024) che aveva accolto l'istanza di riesame dell'imputato e annullato l'ordinanza del G.I.P. (08/01/2024) che aveva disposto la custodia cautelare in carcere per tentativo di estorsione aggravata dall'agevolazione mafiosa e lesioni. Il motivo del ricorso è che il Tribunale avrebbe errato nell'escludere i gravi indizi di colpevolezza a carico di Di Clemente: il PM sostiene che gli elementi (riconoscimento fotografico e dichiarazioni della persona offesa, conversazioni intercettate e contesto di reclutamento dei partecipanti) dimostrano un contributo consapevole di Di Clemente all'accerchiamento e alla impedizione della fuga della vittima, e che la motivazione del Tribunale ha valutato erroneamente la sua presenza come meramente passiva.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio. La Corte ha censurato la motivazione del Tribunale come manifestamente illogica e contraddittoria rispetto ai dati indiziari (in particolare il riconoscimento certo della persona offesa e la sua descrizione del ruolo attivo di Di Clemente nell'accerchiamento). Ha richiamato l'orientamento giurisprudenziale secondo cui la semplice presenza non meramente casuale può integrare concorso in estorsione se fornisce stimolo o sicurezza all'azione delittuosa, e ha puntualizzato che il giudice non può impiegare congetture soggettive senza richiamare regole di esperienza o elementi oggettivi.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. 2 - Sentenza n. 28895 del 13/07/2020 (Massaro)

    Ai fini del concorso nell'estorsione è sufficiente anche la semplice presenza non meramente casuale se essa ha fornito stimolo all'azione o maggior senso di sicurezza, palesando adesione alla condotta delittuosa.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. 2 - Sentenza n. 50031 del 14/11/2023 (Condorelli)

    Conferma l'orientamento secondo cui la partecipazione può emergere anche da comportamenti di supporto non necessariamente diretti, se rilevanti rispetto all'azione estorsiva.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. 2 - Sentenza n. 47624 del 17/10/2023 (Del Rosso)

    Ulteriore richiamo alla possibilità di configurare concorso per presenze funzionali all'azione delittuosa.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. 1 - Sentenza n. 16523 del 04/12/2020 (Romano)

    Principio sulla motivazione: il giudice non può basarsi su congetture soggettive; la motivazione è viziata se non si fonda su massime di esperienza o su elementi concreti idonei a sostenere il convincimento.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. 4 - Sentenza n. 23093 del 02/02/2017 (Rappisi)

    Supporta il principio che la motivazione deve essere fondata su regole di esperienza e non su ipotesi prive di plausibilità.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. 6 - Sentenza n. 36430 del 28/05/2014 (Schembri)

    Richiama limiti alla valutazione arbitraria degli elementi indiziari e l'obbligo di motivazione non manifestamente illogica.

Massime di principio

  • La "presenza" sul luogo di un'estorsione può integrare concorso se non è meramente casuale e ha contribuito a dare sicurezza o stimolo agli autori materiali; non è richiesto che chi è presente compia l'atto violento diretto.
  • Le dichiarazioni della vittima e il riconoscimento fotografico hanno valore indiziario significativo e, se rese con certezza, possono sostenere la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.
  • Le intercettazioni che, nel contesto, risultano riferirsi al reclutamento o alla preparazione dell'azione delittuosa assumono rilievo indiziario purché valutate nel complesso probatorio.
  • Il giudice che esclude i gravi indizi deve motivare con riferimento a massime di esperienza o elementi oggettivi: motivazioni basate su mere congetture o valutazioni soggettive sono viziate e possono essere annullate in sede di gravame.
  • Se la motivazione di revoca di una misura cautelare contrasta in modo palese con elementi oggettivi rilevanti, la decisione può essere annullata e il procedimento rinviato per nuovo esame.

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