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Sentenza

Sentenza n. 11100/2026 - Roma, Sezione 2

p previa istanza cautelare: - del provvedimento di diniego del visto per studio adottato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad il 23/09/2025 prot. n. 10160, notificato il 15/10/2025; - di ogni atto o provvedimento presupposto, connesso e consequenziale, conosciuto e incognito;

Giustizia amministrativa202515093

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto per studio adottato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad il 23 settembre 2025

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto per studio adottato dall’Ambasciata d’Italia a Islamabad, chiedendone l’annullamento previa tutela cautelare, nonché l’annullamento degli atti presupposti, connessi e consequenziali. Il testo non espone nel dettaglio i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha prodotto un nuovo provvedimento di diniego, adottato il 9 giugno 2026 all’esito di una rinnovata valutazione della posizione dell’interessato.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il nuovo diniego non è stato ritenuto meramente confermativo del precedente, sicché l’interesse demolitorio del ricorrente si concentra ormai esclusivamente sul provvedimento sopravvenuto. Quest’ultimo potrà essere impugnato con un autonomo ricorso, nei termini e nelle forme di legge. La controversia è stata definita esclusivamente in rito e le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è improcedibile quando sopravviene una situazione che determina la carenza di interesse alla decisione sulla domanda originaria; nel caso concreto, tale effetto deriva dall’adozione di un nuovo diniego non meramente confermativo del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, l’amministrazione adotta un nuovo provvedimento a seguito di una rinnovata valutazione della posizione dell’interessato e il nuovo atto non è meramente confermativo di quello impugnato, l’interesse alla demolizione del provvedimento originario viene meno, con conseguente improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Il provvedimento sopravvenuto non meramente confermativo deve essere contestato mediante autonoma impugnazione, nei termini e nelle forme previste dalla legge; esso non viene automaticamente attratto nel giudizio avente a oggetto il precedente provvedimento.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere rilevata d’ufficio dal giudice e comporta una decisione in rito, senza esame dei motivi di illegittimità dedotti contro l’atto originario.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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