Cassazione Penale, Sentenza n. 31919/2023 del 24/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Disputa sulla competenza territoriale per i reati contestati ad Alessandra Mingozzi e a Pricewaterhousecooper S.p.A., in particolare sul delitto previsto dall'art. 2638 cod. civ., comma 2 (ostacolo alle funzioni di vigilanza). Le difese sostenevano che il reato si era consumato nel luogo in cui si è svolta e si è conclusa l'attività di revisione (deposito delle relazioni presso la sede dell'istituto bancario - Montebelluna, Treviso), radicando la competenza nel Tribunale di Treviso. Il pubblico ministero e diverse parti civili sostenevano invece che il reato è di evento e che l'evento (l'effettivo ostacolo alle funzioni di vigilanza) si è verificato nelle sedi degli organi di vigilanza (Banca d'Italia e Consob), con sede a Roma, radicando la competenza nel Tribunale di Roma. Il Tribunale remittente, pur avendo formulato nel dispositivo una dichiarazione di incompetenza territoriale a favore di Treviso, ha rimesso alla Corte la risoluzione della questione per le diverse opzioni interpretative sollevate.
La decisione
La Corte ha dichiarato la competenza territoriale del Tribunale di Roma. Ha qualificato il reato di cui al secondo comma dell'art. 2638 cod. civ. come delitto di evento: rileva quindi il luogo in cui si è verificato l'effettivo e rilevante ostacolo alle funzioni di vigilanza (cioè il luogo in cui gli organi di vigilanza hanno ricevuto e sono stati impediti nell'esercizio delle loro funzioni), non il solo luogo ove sono state redatte o depositate le relazioni di revisione. La Corte ha inoltre chiarito che, se la condotta illecita si concretizza in omissione di comunicazioni dovute, è possibile il concorso formale con la fattispecie del primo comma dell'art. 2638 (art. 81 c.p.), e ha richiamato precedenti giurisprudenziali in senso analogo. Ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Roma per il proseguimento del processo.
Norme richiamate
art. 24-bis cod. proc. pen.
rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione
strumento procedurale utilizzato dal giudice di merito per sottoporre alla Corte la questione di competenza territoriale quando la stessa presenta rilevanti profili interpretativi e dubbi; la Corte interpreta l'ordinanza nel suo complesso e dà prevalenza alla motivazione rispetto a un dispositivo contrastante
art. 2638 cod. civ.
il primo comma è reato di condotta (comunicazioni decettive agli organi di controllo), mentre il secondo comma è reato di evento che richiede la verifica di un effettivo e rilevante ostacolo alle funzioni di vigilanza; per la determinazione della competenza territoriale rileva il luogo dell'evento (dove si è realizzato l'ostacolo)
art. 27, commi 1,2,3 D.lgs. n. 39/2010
richiamato nel provvedimento come riferimento normativo per la fattispecie sub A
la norma è richiamata come fonte della seconda fattispecie contestata (atti di revisione), e viene attratta dalla competenza collegata al reato più grave indicato (art. 2638, comma 2)
art. 81 cod. pen.
principio del concorso formale tra le fattispecie dei commi 1 e 2 dell'art. 2638 c.c. se la stessa condotta materiale integra entrambe le ipotesi (es. omissione di comunicazioni dovute che cagiona l'ostacolo alla vigilanza)
art. 21, comma 2 e art. 491, comma 1 cod. proc. pen.
riferimenti procedurali utilizzati dal Tribunale remittente per la tempestiva riproposizione dell'eccezione di incompetenza nel termine previsto
Giurisprudenza richiamata
Sez. 5, n. 6884 del 12/11/2015 (Giacomoni e altri, Rv. 267169); Sez. 1, n. 15537 del 7/12/2017, dep. 2018 (Sorato e altri)
precedenti che hanno ritenuto integrabile il concorso formale tra i primi due commi dell'art. 2638 e che individuano come luogo dell'evento quello in cui gli enti di vigilanza ricevono le informazioni false e subiscono l'ostacolo, confermando l'orientamento adottato dalla Corte
Massime di principio
- Per reati 'di evento' (es. ostacolo all'attività di vigilanza) la competenza territoriale si radica nel luogo in cui l'evento si è effettivamente verificato, ossia dove le autorità danneggiate hanno subito l'ostacolo (es. sede degli organi di vigilanza), e non necessariamente nel luogo in cui sono state redatte o depositate le comunicazioni o i documenti
- Quando la condotta può avere forma omissiva (omessa comunicazione) ma produce un effetto lesivo sull'attività di vigilanza, è necessario valutare la riconducibilità all'art. 2638, comma 2: se sussiste l'effettivo ostacolo, prevale la qualificazione come reato di evento
- Se la stessa condotta integra sia la fattispecie del primo comma sia quella del secondo comma dell'art. 2638, può configurarsi concorso formale ai sensi dell'art. 81 c.p.; le parti dovranno valutare nel merito la titolarità dell'azione penale e l'esatta imputazione
- In presenza di dubbi interpretativi rilevanti sulla competenza territoriale, il giudice può (e talvolta deve) ricorrere al rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p.; l'ordinanza di rinvio deve essere letta nella sua motivazione anche se il dispositivo dovesse contenere formule contraddittorie
- Nelle contestazioni che coinvolgono documenti depositati presso soggetti intermediari (es. banche) ma destinati a autorità di vigilanza, è importante dimostrare il nesso causale tra la comunicazione (o la sua omissione) e l'effettivo impedimento alle funzioni dell'ente vigilante per radicare la competenza dove l'ente ha sede
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