Provvedimento AGCM A576 n. 31634 del 22/07/2025
META AI
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l. per possibile violazione dell’art. 102 TFUE. La condotta contestata consiste nell’abbinamento, a partire da marzo 2025, del servizio di messaggistica WhatsApp con il servizio di intelligenza artificiale Meta AI, preinstallato e reso prominente nell’app, con possibile effetto di leveraging della posizione dominante di META nel mercato dei servizi di comunicazione via app verso il mercato dei chatbot/assistenti AI. Il provvedimento non accerta ancora l’infrazione né irroga sanzioni, ma definisce mercati, posizione dominante, pregiudizio al commercio intraeuropeo e termini procedimentali.
Meta Platforms Inc. e società del gruppo META: presunto abuso di posizione dominante per tying tra WhatsApp e Meta AI; avvio istruttoria
Meta AI su WhatsApp: avvio istruttoria per possibile abuso di posizione dominante
L’AGCM ha avviato un procedimento nei confronti di Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l. per verificare se l’integrazione di Meta AI nell’app WhatsApp integri un abuso di posizione dominante ai sensi dell’art. 102 TFUE. Il caso riguarda il lancio, da marzo 2025, del servizio di AI generativa Meta AI all’interno dell’app di messaggistica WhatsApp, con icona dedicata e funzione di ricerca promossa in modo prominente.
Parti e perimetro economico del gruppo
Le imprese coinvolte sono quattro società del gruppo META, con capogruppo Meta Platforms Inc. Il gruppo opera in servizi digitali eterogenei, tra cui social network, advertising online, messaggistica istantanea, prodotti di realtà virtuale e aumentata e, più recentemente, servizi di intelligenza artificiale. Il provvedimento evidenzia la rilevanza economica del gruppo, con un fatturato globale 2024 pari a 152 miliardi di euro e un fatturato europeo pari a 35,4 miliardi; in Italia, Facebook Italy S.r.l. ha registrato 61,7 milioni di euro, mentre il fatturato complessivo del gruppo nel Paese è stimato in circa 400 milioni.
La condotta contestata: preinstallazione e integrazione di Meta AI
Secondo l’Autorità, META ha abbinato WhatsApp al proprio servizio Meta AI rendendolo disponibile automaticamente agli utenti, senza attivazione richiesta. L’integrazione avviene mediante:
- un’icona circolare nell’app WhatsApp che apre una chat dedicata con l’AI;
- l’inserimento della voce "Chiedi a Meta AI" nella barra di ricerca;
- la mancata possibilità, allo stato, di eliminare l’icona o rimuovere la barra dedicata.
L’AGCM osserva che Meta AI è anche offerto come servizio autonomo sul sito meta.ai e, negli Stati Uniti e in Canada, tramite app dedicata. Tuttavia, nel caso europeo e italiano la scelta contestata è l’innesto diretto del servizio nel principale canale di messaggistica del gruppo.
Mercati rilevanti considerati nel provvedimento
Ai fini dell’analisi iniziale, l’Autorità distingue due mercati:
- il mercato dei servizi di comunicazione per i consumatori via app;
- il mercato dei servizi di AI per quesiti generalisti, o chatbot/assistenti AI.
WhatsApp e Meta AI sono ritenuti servizi diversi sotto il profilo della domanda e dell’offerta: il primo è un servizio di messaggistica istantanea con comunicazioni end-to-end; il secondo è un modello linguistico di grandi dimensioni, sviluppato internamente da META, destinato a rispondere a quesiti e a interagire in linguaggio naturale.
Dominanza di META nel mercato della messaggistica via app
L’AGCM ritiene che META detenga una posizione dominante nel mercato dei servizi di comunicazione per i consumatori via app a livello europeo e nazionale. La valutazione si fonda sulla leadership di WhatsApp e Messenger, sulla base utenti estremamente ampia e sulle risorse finanziarie e tecnologiche del gruppo.
Il provvedimento richiama, in particolare, che:
- META conta circa 2 miliardi di utenti globali sulle proprie app di messaggistica;
- in Europa gli utenti sarebbero oltre 120 milioni;
- in Italia gli utenti sarebbero circa 37 milioni;
- in Italia WhatsApp è utilizzata da circa il 90% degli utenti mensili, mentre Messenger e Telegram seguono a distanza.
Effetti concorrenziali prospettati
Secondo l’Autorità, la preinstallazione di Meta AI su WhatsApp può trasferire in modo immediato e massivo la base utenti del servizio dominante verso il mercato nascente degli assistenti AI, creando un vantaggio non fondato sui meriti concorrenziali. Il provvedimento sottolinea anche il possibile utilizzo delle interazioni degli utenti con Meta AI per il training e la personalizzazione del modello, circostanza che potrebbe accentuare effetti di lock-in e rendere il servizio progressivamente più utile e attrattivo rispetto alle offerte concorrenti.
Rilievo giuridico e avvio dell’istruttoria
L’Autorità qualifica la condotta come potenzialmente abusiva sotto il profilo del tying tra il servizio principale WhatsApp e il servizio abbinato Meta AI. Richiama l’art. 102 TFUE, anche nella prospettiva di leveraging tra mercati distinti, e ritiene che la condotta sia idonea a pregiudicare il commercio tra Stati membri, poiché interessa quantomeno il territorio nazionale e può ostacolare innovazione e sviluppo di nuovi modelli di business.
Il provvedimento dispone quindi l’avvio dell’istruttoria ex art. 14 L. 287/1990. Non si tratta di una decisione finale: non vi è ancora un accertamento dell’infrazione né una sanzione. Sono stabiliti i termini procedurali per l’audizione delle parti e il termine di conclusione del procedimento al 31 dicembre 2026.
Punti principali
Parti e contesto economico
Le parti sono quattro società del gruppo META: Meta Platforms Inc., Meta Platforms Ireland Limited, WhatsApp Ireland Limited e Facebook Italy S.r.l. Il gruppo opera in servizi digitali, social network, advertising online, messaggistica istantanea e, più recentemente, servizi di intelligenza artificiale. Nel 2024 il fatturato globale è stato pari a 152 miliardi di euro, quello europeo a 35,4 miliardi; in Italia Facebook Italy S.r.l. ha realizzato 61,7 milioni di euro, con una stima di circa 400 milioni per l’intero gruppo.
Condotta contestata: integrazione di Meta AI in WhatsApp
Dal marzo 2025 META ha abbinato WhatsApp a Meta AI in Italia e in altri Stati membri UE, installando sull’app un’icona dedicata e integrando il servizio anche nella barra di ricerca con la voce "Chiedi a Meta AI". L’Autorità rileva che il servizio è stato reso disponibile in modo autonomo e non richiesto dall’utente, senza possibilità attuale di rimuovere l’icona o la barra di ricerca. La condotta è qualificata in termini di possibile tying tra servizio principale e servizio abbinato.
Mercati rilevanti e posizione dominante
L’AGCM individua, ai fini dell’avvio, due mercati distinti: il mercato dei servizi di comunicazione per i consumatori via app e il mercato dei servizi di AI per quesiti generalisti o chatbot/assistenti AI. Per WhatsApp la dimensione geografica è ritenuta almeno europea, con possibile delimitazione nazionale nel caso concreto. META è ritenuta dominante nel mercato della comunicazione via app, grazie soprattutto a WhatsApp e Messenger, con circa 2 miliardi di utenti globali, oltre 120 milioni in Europa e circa 37 milioni in Italia; in Italia WhatsApp è usata da circa il 90% degli utenti mensili.
Valutazione anticoncorrenziale del tying
Secondo l’Autorità, la preinstallazione di Meta AI su WhatsApp può conferire a META un vantaggio competitivo significativo nel mercato degli assistenti AI, traducendo la base utenti del servizio dominante in potenziali utenti del nuovo servizio. L’integrazione riduce i costi di accesso per gli utenti rispetto ai concorrenti e può determinare effetti di lock-in, anche in ragione dell’uso possibile delle interazioni ai fini di training e personalizzazione del modello. L’AGCM ritiene che la condotta possa pregiudicare la concorrenza nel mercato dei chatbot/assistenti AI.
Esito procedurale
Il provvedimento dispone l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990 per accertare una violazione dell’art. 102 TFUE. Sono fissati il termine di 60 giorni per l’audizione delle parti, il responsabile del procedimento e il termine di conclusione del procedimento al 31 dicembre 2026. Non risultano né accertamento dell’infrazione né sanzioni né impegni.
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